Dominio regolare
Un dominio regolare è decomponibile in un numero finito di domini, ognuno dei quali è un dominio regolare rispetto ad uno degli assi x,y.
Se D è un dominio regolare, le sue frontiere ∂D è unione di un numero finito di curve aventi in comune, a due a due, al più i punti estremi. Ogni dominio regolare è limitato e misurabile.
Dominio normale e regolare rispetto a x e y
Rispetto a x
Siano α=α(x) e β=β(x) due funzioni continue in un intervallo chiuso e limitato [a,b] ⊂ R, con a < b tali che α(x) ≤ β(x) ∀ x ∈ [a,b]
D: { (x,y) ∈ R2 : a ≤ x ≤ b ; α(x) ≤ y ≤ β(x) }
Regolare se le due funzioni, oltre che continue, sono anche di classe C1 in [a,b].
Rispetto a y
Siano γ=γ(y) e δ=δ(y) due funzioni continue in un intervallo chiuso e limitato [c,d] ⊂ R tali che γ(y) ≤ δ(y) ∀ y ∈ [c,d]
D: { (x,y) ∈ R2 : c ≤ x ≤ d ; γ(y) ≤ x ≤ δ(y) }
Regolare se le due funzioni, oltre che essere continue, sono anche di classe C1 in [c,d].
Dominio regolare
Un dominio regolare è decomponibile in un numero finito di domini, ognuno dei quali è un dominio regolare rispetto ad uno degli assi x-y.
Se D è un dominio regolare, la sua frontiera ∂D è unione di un numero finito di curve aventi in comune, a due a due, al più i punti estremi. Ogni dominio regolare è limitato e misurabile.
Dominio normale e regolare rispetto a x e y
Rispetto a x
Siano α = α(x) e β = β(x) due funzioni continue in un intervallo chiuso e limitato [a,b] ⊂ R, con a < b tali che α(x) ≤ β(x) ∀ x ∈ [a,b]
D: {(x,y) ∈ R2: a ≤ x ≤ b ; α(x) ≤ y ≤ β(x)}
Regolare se le due funzioni, oltre che continue, sono anche di classe C1 in [a,b].
Rispetto a y
Siano γ = γ(y) e δ = δ(y) due funzioni continue in un intervallo chiuso e limitato [c,d] ⊂ R tale che γ(y) ≤ δ(y) ∀ y ∈ [c,d]
D: {(x,y) ∈ R2: c ≤ x ≤ d ; γ(y) ≤ x ≤ δ(y)}
Regolare se le due funzioni, oltre che essere continue, sono anche di classe C1 in [c,d].
Definizione di curva regolare e retta tangente
1) Sia I un intervallo chiuso e limitato [a,b].
Diciamo che una curva φ : I→R2 è regolare se l'applicazione di φ è di classe C1 in I ⊆ [a,b] e ∀ t ∈ (a,b) il vettore φ'(t) = (x'(t), y'(t)) è diverso dal vettore nullo.
Analiticamente ∀ t ∈ (a,b)(x'(t))2 + (y'(t))2 > 0
2) Assegnati due valori distinti t₀ e t₁ ∈ (a,b) del parametro t, si consideri la retta passante per φ(t₀) e φ(t₁).
Poiché tali punti hanno rispettivamente le coordinate uguali a (x(t₀), y(t₀)) e (x(t₁), y(t₁)) la retta ha equazione:
(x - x(t₀))(y(t₁) - y(t₀)) - (y - y(t₀))(x(t₁) - x(t₀)) = 0
Se φ è una curva regolare, dividendo l'espressione precedente per t₁ - t₀ e passando al limite per t₁ → t₀ si ottiene la retta di equazione
(x - x(t₀)) y'(t₀) - (y - y(t₀)) x'(t₀) = 0
Essa è passante al vettore φ'(t₀) di coordinate (x'(t₀), y'(t₀)) che viene detto vettore tangente alla curva nel punto φ(t₀), mentre il vettore unitario (versore) si chiama versore tangente.
Ascissa curvilinea
Assegnata una curva rappresentazione parametrica della curva regolare e fissato t0 ∈ [a,b], la lunghezza:
S(t) = ∫t0t √[(x'(t))2+(y'(t))2] dt ∀ t ∈ [a,b]
è strettamente crescente, derivabile e tale che dSds/dt > 0 ∀ t
S:S(t) è un cambiamento di parametro ammissibile
S:[a,b] → [S(a), S(b)]
Il parametro S è detto ascissa curvilinea
Lunghezza di un arco di curva
Consideriamo una curva Ψ: [a,b] → ℜ2, di classe C1 di equazioni parametriche
Ψ(t) = (x(t), y(t)), t ∈ [a,b]
Definiamo lunghezza della curva Ψ il numero
L(Ψ) = ∫ab |Ψ'(t)| dt = ∫ab √(x'(t))2 + (y'(t))2 dt
Tale definizione analitica può essere ben motivata con le considerazioni geometriche poste nel teorema di rettificabilità delle curve:
Sia ψ : [a,b] → ℜ2 una curva di classe C1
Allora: 1) Per ogni poligonale inscritta nella curva ψ risulta L(P) ≤ L(ψ)
2) ∀ε > 0 ∃ una poligonale Pε inscritta nella curva ψ tale che L(Pε
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