Analisi 1
Il capitolo i numeri reali è un ente matematico atto a misurare le lunghezze.
- È contenuto n volte in 2 in questo caso k ∈ N.
- K è contenuto n volte in 2 k ∈ N.
- N ∈ N.
Tuttavia esistono segmenti incommensurabili tra loro, per esempio il lato e la diagonale di un quadrato.
Per questo motivo si ha avuto l'esigenza di espandere i numeri razionali, nei numeri reali.
Per rappresentare i numeri reali si utilizzò la retta.
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Il simbolo universale dell'insieme dei numeri reali è: "R" numeri reali.
N = {1, 2, 3, ...}
Z = {0, 1, -1, 2, -2, ...}
Q = {k/n ; k ∈ Z, n ∈ N}
Q è denso in R.
∀a, b ∈ R : a < b ∃ ε ∈ Q : a < ε < b.
t.bechè R \ Q = {χ ∈ R | χ ∉ Q}
[sottoinsieme tra insiemi]
I numeri irrazionali sono presenti in maniera molto maggiore in R rispetto a Q.
H (4) a ∈ R \ Q protesi N ∨ x ∈ Q ∃ x ∉ Q tess
Analisi 11 capitolo: I numeri reali
È un ente matematico atto a misurare le lunghezze.
1 è contenuto k volte in 2 in questo caso k ∈ ℕ.
3 è contenuto k/h volte in 2 k ∈ ℤ, h ∈ ℕ.
Tuttavia esistono segmenti incommensurabili tra loro, come per esempio il lato e la diagonale di un quadrato.
Per questo motivo si ha avuto l'esigenza di espandere i numeri razionali nei numeri reali.
Per rappresentare i numeri reali si utilizza la retta.
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Il simbolo universale dell'insieme dei numeri reali è "ℝ" : numeri reali.
ℕ = {1, 2, 3, 4, ...} ; ℤ = {0, ±1, ±2, ±3,...}
ℚ = {k/h: k ∈ ℤ, n ∈ ℕ;}
ℚ è denso in ℝ.
∀ a, b ∈ ℝ: a R \ Q = {x ∈ ℝ | x ∉ ℚ}
Sottoinsieme tra insiemi
ℝ \ ℚ = {x ∈ ℝ | x ∉ ℚ} mentre i numeri irrazionali sono presenti in maniera molto maggiore in ℝ rispetto a ℚ.
∀ n ⊆ ℝ \ ℚ notes ∀x ∈ ℚ ∃x ∉ ℚ test
Ragionamento per assurdo
∃ x ∈ ℚ : a + x ∈ ℚ allora, posto b = a+x allora: a ≤ b-x b ∈ ℚ x ∈ ℚ.
Le differenze tra 2 razionali da 1 razionale questo è assurdo!!
Per confermare la tesi la neghiamo!
Proprietà fondamentali o assiomi
Caratterizzazione assiomatica della retta reale
Proprietà della somma
- Associativa
∀ a, b, c ∈ ℝ (a + b) + c = a + (b + c)
- Commutativa
∀ a, b ∈ ℝ a + b = b + a
- Esistenza dell'elemento neutro
∃ ∈ ℝ : ∀ a ∈ ℝ a + = a
- Esistenza dell'opposto
∀ ∈ ℝ ∃ x ∈ ℝ : a + x =
Unicità dell'elemento neutro
Per assurdo: siano ≠ 1 un altro el. neutro + 1 = 1 + = * sono uguali.
Unicità dell'opposto
Per assurdo: siano x x1 opposti di a x ≠ x1.
x + x1 = x' = x' (a + x) = x + (a + x) = ⟑ x = x assurdo.
Dato a ∈ ℝ l’opposto di a si denota -a.
Dit. ∃b ∈ ℝ anziché scrivere b + (-a) scriviamo b = a.
- Associazione
∀a,b,c ∈ ℝ (a·b)·c = a·(b·c)
- Commutazione
∀a,b ∈ ℝ a·b = b·a
- Esistenza dell’elemento neutro
∃1 ∈ ℝ : ∀a ∈ ℝ a·1 = a
- Esistenza del reciproco
∀a,x ∈ ℝ a·x = 1
- Distribuzione
∀a,b,c ∈ ℝ a(b+c) = ab + ac
Il reciproco di a si denota a-1.
∀a ∈ ℝ a·0 = 0. Infatti: a·0 = a·(-2) = a·2 + (-2) = a·(1+0) + (-2) = 0, a o 2 o 0 = 0.
Legge dell’annunciamento del prodotto
Siano a,b ∈ ℝ. Allora: a·b = 0 ⇔ a = 0 V b = 0.
Dir.: già visto poco sopra.
Dim.: sia a·b = 0. Per assurdo neghiamo la tesi: ∃a ≠ 0 Λ != =) อายุของสัตว์หลาย ๔ พันธุ์ที่มีความจำเป็นที่จะต้องจำเป็นที่จะต้องสังหารินะสินะ.a : a + 1 = (b|b∉*) = ab; bt = 0; b⧽a⧽a.
Relazioni dell'ordine
a < b
a ≤ b ⇒ a < b ∨ a = b
- Riflessiva
∀a ∈ ℝ a ≤ a
- Transitiva
∀a,b,c ∈ ℝ a ≤ b ∧ b ≤ c ⇒ a ≤ c
- Antisimmetrica
∀a,b ∈ ℝ a ≤ b ∧ b ≤ a ⇒ a = b
- Dicotonica
∀a,b ∈ ℝ a ≤ b ∨ b ≤ a
- Rispetto alla somma
∀a,b,c ∈ ℝ a ≤ b ⇔ a+c ≤ b+c
- Rispetto al prodotto
∀a,b,c ∈ ℝ a ≤ b ⇔ ac ≤ bc Con c > 0
- Axioma di completezza
∀A,B ⊆ ℝ : A ≠ Ø, B ≠ Ø e ∀x ∈ A ∀y ∈ B x ≤ y allora ∃c ∈ ℝ : ∀x ∈ A ∀y ∈ B x ≤ c ≤ y.
* Una conseguenza importante di tale assioma è la seguente proprietà:
Estrazione della radice n-simma
∀a∈ℝ, ∀n∈ℕ ∃!c∈ℝ+ : cn = aun solo
Idea della dimostrazione
Posto A = { x ∈ℝ+ : xn ≤ a } B = { y ∈ℝ+ : yn > a } si prova che valgono le premesse dell'assioma di completezza.
Quindi A e B ammettono un elemento separatore unico: cn = a.
Norma relativa all’assioma
A = ∈ℝ, A ≠ ∅.
A ammette un max ∃ M ∈A : ∀ x ∈A x ≤ M.
Unicità del massimo
Se tale elemento esiste esso è necessariamente unico infatti:
Sìa Mʹ dotato delle stesse proprietà:
Mʹ ∈A ↕ Mʹ ≥ x ∀ x ∈ A. Allora Mʹ ≥ M (in quanto M è di massimo).
M ≥ Mʹ (in quanto Mʹ di massimo).
Quindi (proprietà transitiva) M=Mʹ.
M = max A.
A ammette min: ∃ m ∈A : ∀ x ∈A m ≤ x.
m è unico.
m = min A.
Esempi
Es: A = [1, 3] = {x ∈ Rx ∈ A ⊂ R ⇒ 1 ≤ x ≤ 3.
∃max A = 3 ⇔ ∀x ∈ A.
∈min A ∃m ∈ A : m ≤ x ∀x ∈ A infatti ∀m ∈ A ∃x ∈ A : x.
Es: A = {n/n+1 : n ∈ N} = {A = ]1/2 , 1[.
∃ min A = 1/2.
∈ max A.
1/2 ∈ A | 1/2 ≤ x ∀x ∈ A.
1/2 ≤ n/n+1 ⇔ 1/2 ≤ n/n+1 ⇔ u+1-2n / 2(n+1) ⇐>1-u/2n ≤ ⇐> 2n+2 > 0 (n ∈ N) ⇐> n ≥ 1.
ver ∀n ∈ N.
∈ max A in quanto la successione data è strettamente crescente.
Vn ∈ N / n/n+1 ⇐> n+1/n+2.
Infatti n/n+1 ((n+1)(n+2) ver ∀n ∈ N.
∀M ∈ A, ∃x ∈ A : x > M.
A ⊂ R A ∉ Q, ∃ L ∈ R.
A è limitato se ammette maggioranti.
Definizione del maggiorante
Diciamo che L è un maggiorante di/per A se, ∀x ∈ A L ≤ x.
L'insieme dei maggioranti forma un segmento illimitato a destra.
A è limitato se ammette maggioranti.
" è un minorante di se: ≤ ∀ ∈ si dirà inferiormente limitato se ammette un minorante: ∃ ∈ : ∀ ∈ ≤ e è limitato ⇔ ∃, ∈ ∀ ∈ ≤ ≤ ={/+1; ∈ }.
Proprietà n°1: esistenza dell'estremo superiore
1) Sia ⊂, ≠ ∅, superiormente limitato, ={ maggioranti di }={ ∈ | ∀ ∈ ≤ } ∃.
Dimostrazione
Osserviamo che e verificano le ipotesi dell'assioma di completezza: ≠ ∅ ≠ ∅ ∀ ∈ ∀ ∈ ≤.
Pertanto: e ammettono un elemento separatore, cioè: ∃ ∈ : ∀ ∈ ∀ ∈ ≤ ≤.
È un maggiorante M è il più piccolo dei maggioranti.
Il numero M* = min B s.d.z estremo superiore si scrive: M sup.
Esso è:
- Unico (Un quanto definito come massimo dell'insieme
- Caratterizzato dalle due seguenti proprietà, vedi prog. seguente)
1) ∀x ∈ A M ≥ x
2) ∀ε > 0 ∃x ∈ A : x > M - ε
M = max A ⇒ M = sup A.
1) ∀n ∈ ℕ m/n ≤ 1
2) ∀ε > 0 ∃x ∈ A : x > M/nH ⇒ x > 1 -ε.
A ⊆ B ⇒; sup A ≤ sup B.
M' ≤ M.
Convenzione
Se A non è superiormente limitato scriveremo: sup A = +∞.
Prop. 1.2 esistenza dell'estremo inferiore
Ip) Se A ≠ ∅ A inferiormente limitato sia B:
B = { y ∈ ℝ |∀x ∈ A x ≥ s }
Th) Allora ∃ max B.
m = max B si dice estremo.
M = inf A.
Costituito dalle due seguenti proprietà:
- ∀x ∈ A m ≤ x
- ∀ε >0 ∃x ∈ A: m
Comportamento rispetto all'inclusione:
A ⊆ B ⇒ inf A ≤ inf B.
Se A non è inferiormente limitato scriveremo: inf A = -∞.
Valore assoluto
Dato a ∈ ℝ, definiamo:
|a| = { a se a ≥ 0 -a se a rappresenta la distanza di a dall'origine.
Dato -v |a| ≤ v ⇔ -v ≤ a ≤ v.
Proprietà della somma
∀a,b ∈ ℝ|a + b| ≤ |a| + |b|.
Esi: a = 3, b = ±2.
|a + b| = |1| = 1.
|a| + |b| = |3| + |2| = 5.
Proprietà del prodotto
∀a,b ∈ ℝ|a b| = |a| |b|.
Distanza di due punti
d(x,y) = |x - y| = |y - x| = |x - y|.
Intorno ad un punto x0 ∈ ℝ
Dato v0 |x - x0| < v0.
Iv(xo) = {x ∈ ℝ | |x-xo|.
I fatti: |x-xo| ≤ v ⇔ xo-v ≤ x ≤ xo+v.
Immagine Iv(xo) = [xo-v, xo+v].
Topologia della retta reale
(Ip) A ⊆ ℝ, A ≠ ∅, xo ∈ ℝ.
- xo è interno ad A se: ∃ v > 0: Iv(xo) ⊆ A.
à = {punti interni ad A}.
Nell’esempio data
- A = ]1, 3[ tutti si dice che xo ∈ ]1, 3[ cioè 1 o
Allora scelto v > 0 tale che: 0 o-1, 3-xo) se . . . Iv(xo) ⊆ A.
Se scelgo xo = 3 allora ∃?
Analogamente 1 ∈ I(A).
xo è di frontiera per A se: ∀ v > 0: Iv(xo) ∩ A ≠ ∅.
Int(A) = {punti di frontiera per A} confondente.
Frontiera per A.
Int(A) = {1, 3}
- xo è di accumulazione per A se: xo ∉ A ∀ v > 0:Iv(xo) ∩ A \ {xo} ≠ ∅.
Ad es. A = {1/n, n ∈ ℕ}
A = {1/n | n ∈ℕ \{ }
Osserviamo che 0 ∉ Am è p.to d. accumulazione per A.
A(a) = {punti d'accumulazione di A}.
∀ > 0 I_(x)(0) ⊘ A \{0} ≠ ∅.
1 · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · ·· · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · ·· ·, x ∈ A ∈ x ∈ A x ∈ A.
Vi sono altri p.ti di accumulazione?
Sicuramente i punti di A non lo sono.
∞ n!
I_(x)(0) ⊘ A \{0} ⊆ {2/n | n ∈ ℕ}.
Mi basta scegliere ∀ > 0 I_(x)(0) ⊘ A = {2/n + 5}.
0 < v ≤ min {1/n - 1/m; 1/m - 1/n + 1}.
- X₀ è isolato in A se: (X₀ ∈ A) ∞ > 0 : I_(x)(X₀) ⊘ A \ {X₀} = ∅.
I_(0)(0) ⊘ A = {X₀}.
I_(0)(X₀) ⊘ A = {X₀}.
I_(A) = {punti isolati di A}.
Nel caso precedente I_(A) = {0} I_(A) = A A = ∅.
I_(A) = {0,v|n | n ∈ ℕ;}.
I_(A) = A ⊙ {0}.
A = ∅ infatti sia X0 =.
Un insieme A per avere punti interni deve contenere un intorno.
Qui insieme espresso nella forma A = {2n ; n ∈ ℕ;}.
℡(A) = {0} ∪ A.
℡(A) ⊆ ℡(A).
es: A = ]1,3[.
℡(A) = ]1,3[.
A* = {1,3}.
A(A) = [1,3].
℡(A) = ∅.
Chiusura di un insieme
Dato A ⊆ ℝ, A ≠ ∅.
Si chiama chiusura di A l'insieme:
A̅ = A ∪ A(A).
A̅ = A ∪ A*(A).
Ad esempio ]4,5[ = [4,5].
{1/n ; n ∈ ℕ;}= {1/n ; n ∈ ℕ;} ∪ {0}.
Insiemi chiusi ed aperti
A si dice chiuso se A̅ = A ovvero se A ⊇ A(A).
A si dice aperto se contiene solo punti interni.
A = Ã A risulta aperto se il suo complementare è chiuso.
A risulta denso se il suo complementare è perfetto.
Approfondimento
Intuizione, esempi.
Prop 1.3 definizione equivalente di punto di accumulazione
Le due seguenti condizioni sono equivalenti. Dato a ∈ ℝ, x₀ ∈ ℝ.
- x₀ ∈ A(A) — cioè: ∀v > 0, Iᵥ(x₀) ∧ A \ {x₀} ≠ ∅.
- ∀v > 0, Iᵥ(x₀) ∧ A è infinito.
Dim 2 ⇒ 1 ovvio.
1 ⇒ 2 se x₀ ∈ A(A) e per assurdo che non valga 2) ossia: ∃v₀ Iᵥ(x₀) ∧ A è finito.
Immaginiamo dunque Iᵥ(x₀) ∧ A = {x₀} è finito, e ∃ Però noto Iᵥ(x₀) ∧ A \ {x₀} = {x₁,…,xₙ} ≠ x₀.
⎯ x₀ ⎯⎯⎯⎯ xₖ ⎯⎯⎯⎯⎯ x₀ᵥ ⎯⎯⎯⎯⎯ xₙ⎯
δ = min {|x₁-x₀|, ..., |xₙ-x₀|} δ > 0.
Scegliamo quindi ρ in modo tale che 0 Iᵨ(x₀) ∧ A \ {x₀} = ∅ ASSURDO.
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Analisi 1 - Teoria
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Analisi 1 Teoria "I Numeri Complessi" [cap. III]
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Analisi 1 Teoria "Funzioni e Limiti" [cap. IV]
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Fondamenti di matematica (Analisi matematica I)