Africa il risorgimento
Fino al 1500 l’Africa del nord era la principale area di transito tra Africa e Asia (deserto del Sahara). Nel 1800 quest’area perse il ruolo di connessione perché:
- Iniziò la circumnavigazione dell’Africa, l’Inghilterra aveva le navi a vapore
- Nacquero altre vie come il golfo di Guinea con compagnie mercantili europee
- Graduale abolizione della tratta degli schiavi
Senza i commerci le aree afroasiatiche perdevano la loro principale risorsa e quindi la loro autonomia, le città dell’entroterra perdevano il loro ruolo mercantile e si spopolavano, questo portò a migrazioni e destabilizzazione politica. Con la fine della tratta degli schiavi i paesi si basano su un’economia di export dei cash crops e risorse minerarie.
Jihad islamiche e nuovi stati
Tra 1700-1800 nascono nuovi stati legati al mondo arabo, l’Islam fu una delle ideologie a sostegno della modernizzazione perché legittima il superamento delle forme dell’ancien régime. Gli attori di questo riformismo furono le comunità nomadi in cui si costruirono nuove solidarietà in nome dell’Islam. Le nuove leadership mobilitavano le popolazioni attraverso appelli al jihad (lotta). Jihad islamiche: movimenti di occupazione spesso militare del territorio e danno vita a nuove entità statuali.
Nelle aree nomadi la riorganizzazione politica avvenne attraverso le confraternite (tariqa): ordini laici con forte condivisione del legame fiduciario, sono da intendersi come associazioni spontanee di persone che si uniscono sotto la guida di una figura carismatica.
Stati jihad
- Confraternita Tijaniyya: fondata in Algeria nel 1781 con Bamba e si diffuse in tutto il Maghreb e attraverso le popolazioni Fulani, popolazioni semi nomadi dedite ad attività commerciali, penetrò in Africa occidentale.
- Stato Fulani del Masina: parte meridionale del Sahara fondato dai nomadi che cercano di superare le rivalità interne tra africani sfruttando quelle tra gli europei, per poi esercitare un controllo egemonico sui commerci del sud del Sahara. Questo stato fu creato da Sekou Ahmoud nel 1810 nel territorio del Masina e unificò le genti Fulani creando uno stato unitario, in cui le popolazioni si sedentarizzarono anche le istituzioni. Nel 1862 questo stato fu conquistato da Umar Tai diventando parte del regno di Tukulor.
- Califfato di Sokoto: insieme di emirati sorti a seguito di jihad ispirati da Usman, si sviluppò dal nord della Nigeria fino al lago Ciad e durò dal 1809 al 1903, il nucleo del califfato era composto da 3 emirati: Katsina, Kano, Zaria.
- Impero Samouri-Touré: stato tra il fiume Niger e l’Atlantico tra le popolazioni Mandinka, stato forte che si crea a metà del 1800, si scontrerà con i francesi e nel 1898 verrà sconfitto.
Tuareg e crisi del sistema mercantile
Tuareg: popolazioni presenti nel Sahara centrale, erano aristocrazie che gestivano i commerci e le vie carovaniere con un’importante base commerciale ad Agadez. Il potere dei Tuareg risiedeva nel controllo delle vie carovaniere grazie a guerrieri addestrati che controllavano la sicurezza dei transiti, la loro risorsa era la riscossione dei diritti di passaggio per le loro vie. I Tuareg erano società di lignaggio con sistemi politici molto complessi e con carattere flessibile per la mobilità della popolazione. Nel 1850 il sistema mercantile di brigantaggio entra in crisi e si diffusero povertà e brigantaggio, in questo contesto la Francia prese il controllo dell’area del Ciad fino al Senegal.
Risorgimento delle città del nord Africa
Le dinastie nordafricane avrebbero finito per cedere la propria sovranità, la prima fu quella di Algeri, esautorata dal sultano per evitare che finisse in mani francesi, altri governatori invece avviarono tentativi di riforma. Fu dai porti del nord Africa che iniziarono le nuove reti imperiali a egemonia europea in particolare in Egitto e ad Algeri.
Egitto
1798: sbarco di Napoleone con 40.000 francesi ad Alessandria, l’occupazione durò 3 anni, l’insurrezione egiziana che seguì ebbe una dura repressione. I francesi scelsero di combattere il potere Mamluk creando un’alleanza con i religiosi locali. La spedizione napoleonica rappresenta il simbolo di una nuova fase in Europa e scatenò una predestinazione all’egemonia. La Francia occupò l’Egitto perché voleva competere sul mare con la Gran Bretagna che era stata vittoriosa in India.
Primo esperimento di modernizzazione → Muhammad Ali → promotore di riforme istituzionali e politiche per riorganizzare il paese in seguito alla spedizione napoleonica, fu l’ultimo capo della dinastia dei sovrani d’Egitto fino al colpo di stato del 1952 quando poi nasce la repubblica egiziana.
Ali arrivò nel 1799 sotto incarico del sultano ottomano per contrastare l’invasione francese, nel 1805 fu nominato governatore d’Egitto e nel 1811 consolidò il suo potere e lanciò una riforma dello stato. Negli anni '20 creò una marina militare egiziana, il sultano gli aveva promesso di fargli governare Siria e Palestina ma poi ritirò questa promessa e il sultano si vide quindi sottrarre questi due territori da parte degli egiziani e nel 1833 furono riconosciuti ad Ali. Nel 1839 il sultano provò a riprendersi le 2 province ma fu sconfitto dal successore di Ali: Ibrahim Basha, gli egiziani iniziarono allora a spingersi verso la Turchia ma per evitare scontri nel territorio e uno scontro con la Russia, Francia e Gran Bretagna intervenirono.
Francia e Gran Bretagna nel 1840 spinsero Basha a ritirarsi dalle due regioni e il titolo di khedive passò a Ismail nipote di Ali nel 1867. La modernizzazione puntava alle infrastrutture e in particolare all’apertura del canale di Suez nel 1869, fu aperto con fondi egiziano-francesi. Tra il 1870-80 scoppiò una rivoluzione nazionalista ma fu soffocata da inglesi e francesi perché preoccupati per la sicurezza sul canale, l’intervento britannico porterà poi al protettorato. Nel 1875 l’Egitto versava in una crisi economica e la Gran Bretagna acquistò le azioni egiziane del canale di Suez.
Apertura del canale di Suez e processi di modernizzazione
- 1854 → il francese Ferdinand de Lesseps e Ismail fondarono la compagnia del canale
- 1859-69 → costruzione del canale di Suez e inaugurazione il 17 novembre 1869
I costi dell’opera pubblica pesarono però sul bilancio, il canale rappresentava il corridoio verso l’Asia. Le riforme politiche intanto liberavano da antichi vincoli la proprietà privata e ciò diede vita a una classe di medi proprietari terrieri, a dei contadini salariati poveri che emigravano nelle aree urbane. Le stesse riforme autorizzarono gli stranieri ad acquistare le terre, questo insieme all’elevata tassazione creò dei moti rivoluzionari.
L'indebitamento dell'Egitto era così grave che la Gran Bretagna acquisì le sue azioni del canale di Suez nel 1875, un anno dopo il vicereame fallì e i creditori francesi e britannici imposero il commissariamento e imposero sotto il loro controllo le finanze egiziane. L'elite egiziana con Ismail reagirono e redassero una carta nazionale dove si chiedeva una costituzione liberale, la Gran Bretagna si oppose a un regime parlamentare e Ismail fu mandato in esilio, gli succedette Tawfik.
Urabi Basha (ufficiale dell’esercito egiziano) prese la leadership di una rivolta nazionalista soffocata nel 1822 dalla Gran Bretagna che avviò il protettorato velato, il 3 settembre 1882 l’Egitto fu sconfitto e il 15 settembre gli inglesi entrarono al Cairo. Le lotte nazionaliste divennero sempre più violente sino alla I guerra mondiale in cui la Gran Bretagna dovette togliere il protettorato velato e mettere un protettorato formale (1914).
Il console britannico al Cairo (Baring) fu il primo ad agire come interprete del protettorato velato fino al 1907 senza lasciare spazio alle rivolte nazionaliste. Lo stato egiziano mantenne un margine di manovra ma solo nelle questioni interne ma sempre rispettando il disegno coloniale britannico, così quando gli egiziani chiesero maggiori spazi politici Londra mandò Gorst, console con l’incarico di offrire maggiori responsabilità all’elite egiziana. L’Egitto quindi restava formalmente sotto l’impero ottomano, ma la Gran Bretagna era lo stato protettore e controllava il canale di Suez.
Politica delle cannoniere
Politica delle cannoniere: con il mutare dei rapporti di forza la rete delle trattative diplomatiche che regolavano i commerci e le attività corsare sul Mediterraneo lasciarono spazio alla politica delle cannoniere esercitata da singoli stati o nazioni congiunte per ottenere vantaggi commerciali ma senza modificare la sovranità formale degli stati africani. Tra il 1800 e 1830 gli stati europei compirono diversi assedi ai porti di Algeri, Tunisi e Tripoli e con le spedizioni navali imponevano trattati ineguali sotto la minaccia dei bombardamenti, e prevedevano clausole per favorire gli interessi europei in terra africana.
Spedizione ad Algeri
1830 → spedizione navale francese a Sidi Ferruch vicino ad Algeri, fu una precoce conquista coloniale perché perdura nel tempo e con più governi francesi. Ad Algeri la Francia decise di creare una base nel Mediterraneo e spodestare il Dey, le popolazioni trovarono nell'emiro Abd Al-Qadir un leader per la resistenza e creò una nuova capitale (Smala) dove si riunirono coloro che lottavano contro l’invasione.
Nel 1837 la Francia era orientata all’occupazione solo delle coste regolato attraverso il trattato di Tafna. Le popolazioni perdevano intanto i rapporti con l’impero ottomano e si davano nuovi assetti autoctoni ma perdevano anche l’accesso ai porti. Solo dopo che la sommossa di Al-Qadir fu esaurita e dopo la conquista di Costantinia i francesi iniziarono a spingersi verso l’interno, nel 1840 lo sforzo militare francese divenne più determinato e il generale Bugeaud fu nominato governatore d’Algeria nel 1840.
Risorgimento tunisino
Ahmed Bey, reggente a Tunisi dal 1837-55, avviò modernizzazione. Lo stato deve rafforzare e modernizzare la struttura politica, sviluppa attività culturali e aumenta le attività diplomatiche con gli europei. Intorno alla modernizzazione nasceva una nuova élite che guidava i processi di riforma, Khayr Al-Din → pascià che divenne padre della patria per la Tunisia, fu il leader del nuovo gruppo riformista e uno dei principali artefici del riformismo islamico.
Nel 1857 il bey Muhammad successore di Ahmed firmò un patto fondamentale (Ahd Al-Aman) che precedette la costituzione del 1861 firmata dal bey Sadiq, che limitava il potere del sovrano, ai cittadini erano riconosciuti pari diritti, e nasce lo stato beylicale. Negli anni '60 il beilicato aveva contratto un grande debito con gli europei, inizia a Tunisi una resistenza sociale contro la pressione fiscale e l’immigrazione europea che sfociò in insurrezioni sociali. Nel 1864 un’insurrezione contro le riforme costituzionali e fece sospendere al bey la costituzione. I datteri, risorsa principale del paese, subirono un aumento dei prezzi di 20 volte.
La Francia stava lavorando per creare le condizioni favorevoli a un suo intervento militare in Tunisia, e con il beilicato in crisi per la solvibilità del debito negli anni '60 la Tunisia fu commissariata e nel 1881 la Francia entrò in Tunisia con una campagna militare.
Sudan
Parte del sud dell’Egitto, area strategica tra Egitto, Corno d’Africa e regione dei grandi laghi. Il Sudan era scontento della politica del khedivè, dalla fiscalità e dalle riforme che contrastavano il commercio degli schiavi. Nel 1881 Muhammed Ahmad si proclamò Mahdi e creò una confraternita mistica per unire i popoli, dichiarò guerra all’Egitto e alla Gran Bretagna e nel 1883 i mahdisti vinsero contro gli egiziani, la Gran Bretagna mandò allora Gordon per aprire una collaborazione ma il Mahdi rifiutò e nel 1884 i mahdisti assediarono Khartoum e uccisero Gordon. Nel 1898 l’Inghilterra con Kitchener conquistò il Sudan che divenne condominio anglo-egiziano.
Il regno del Marocco
Il sultano marocchino Abdellah (1757-90) aveva avviato una nazionalizzazione delle forze armate del makhzin (regione del Marocco) e aveva creato infrastrutture che permettessero al Marocco di connettersi ai nuovi flussi mercantili, aveva inoltre ristrutturato i porti atlantici. Il sultano nel 1767 e nel 1799 firmò due trattati con i quali permetteva agli stati europei di istituire basi nel sud del Marocco.
Nel 1800 la navigazione europea a vapore sfavoriva i commerci marocchini fino al 1900 in cui anche le rotte carovaniere cessarono a causa della presenza degli spagnoli nell’area del Sahara. Il Marocco precoloniale era molto frammentato, specialmente nelle aree a sud, il processo di modernizzazione si ebbe con il sultano Malway Al-Hassan (1873-94) che riformò sia l’esercito, sia le finanze e centralizzò e rafforzò lo stato. Avviò il modello del protonazionalismo, che gli ha permesso la riformulazione dopo l'indipendenza, della forma monarchica.
Etiopia
Nel 1850 si sviluppa l’impero etiopico nelle aree dell’altopiano del Corno d’Africa, il regno durò fino al 1974. Il periodo tra XIX e XX secolo venne chiamato Zumana Mafasent (era dei principi), periodo in cui nel paese erano presenti molti e piccoli reami. Nel 1855 salì al potere l’imperatore Teodoro II che ottenne l’appoggio della chiesa ortodossa monofisita, ciò gli permise di rafforzare il proprio potere, riuscì inoltre a organizzare un proprio esercito.
Dopo la morte di Teodoro a seguito di una sconfitta con la Gran Bretagna nel 1868 salì al potere Giovanni IV che riuscì a respingere le mire degli stranieri (Gran Bretagna e impero ottomano) e ottenne l’appoggio della chiesa, riuscì a unire il territorio del Tigrai e lo Scioa (aree centrali dell’altopiano). Nel 1889 divenne imperatore Menelik II e nel 1896 vinse ad Adua contro le truppe italiane già presenti in Eritrea. La legittimità di Menelik aumentò fino a che fu in grado di unificare tutta l’Etiopia. Nel 1923 l'Etiopia divenne parte della Società delle Nazioni, con Menelik vennero costruite reti commerciali, ferrovie e fu rafforzata la struttura dell’amministrazione e delle finanze dello stato. L’Etiopia rimase indipendente, solo dal 1936-41 ci fu un periodo di occupazione italiana.
Bacino del fiume Senegal
A partire dal 18esimo secolo le coste della Senegambia erano diventate l’oggetto di una dura competizione commerciale tra Francia e Gran Bretagna. La Compagnie Française des Indes Occidentales aveva rivendicato il monopolio sul commercio lungo la costa del Senegal, da cui venivano esportati schiavi, oro, avorio e gomma. Il monopolio della Compagnie Française des Indes Occidentales era tuttavia venuto meno durante la guerra dei sette anni.
A partire dal 1848 gli abitanti “originaires” dei quattro centri urbani di Saint-Louis, Gorée, Dakar e Rufisque vennero a godere di uno status giuridico particolare, che mantennero anche quando successivamente venne istituita la colonia del Senegal. Gli abitanti dei “quattro comuni” si videro riconoscere:
- Il diritto di eleggere sindaco e consiglio municipale a livello locale e anche un deputato all’assemblea nazionale francese
- Esentati dal regime dell'Indigenato
Le piccole comunità di Saint-Louis e Gorée erano costituite da francesi e meticci, che gestivano il commercio con l’interno africano per conto delle imprese europee. Le principali merci scambiate lungo queste direttrici erano costituite da sale, oro, gomma e schiavi, importanti per la produzione agricola. Caso emblematico dei rivolgimenti politici fu il jihad che ebbe luogo in Futa Toro nel 1776. I riformatori islamici che assunsero il potere all’interno di questo stato miravano a ristabilire un certo grado di sicurezza all’interno di una regione sconvolta dalle razzie di schiavi condotte da gruppi musulmani più a nord.
Dagli anni '30 del 19esimo secolo si intensificarono le esportazioni di gomma provenienti dal bacino del fiume Senegal e dai territori dell’interno. Il successo commerciale spinse i francesi a consolidare la loro presenza lungo il corso del fiume Senegal attraverso la costruzione di una catena di forti e stazioni commerciali. La penetrazione commerciale dei francesi finì inevitabilmente per spingere questi ultimi a interferire nelle vicende politiche degli stati del bacino del fiume Senegal, mettendoli in conflitto a nord con l’emiro di Trarza, il cui stato proiettava la sua influenza sul basso fiume Senegal. La guerra che scoppiò nel 1833 tra la Francia e Trarza mise a nudo la debolezza militare francese e si concluse due anni dopo con la vittoria dell’emiro, che riuscì a mantenere il suo predominio nella regione.
La Francia voleva una maggiore sicurezza per i commercianti francesi, e mandò in Senegal Louis Faidherbe che governò il Senegal fino al 1865, egli bloccò l’avanzata di Umar Thai e nel 1855 sconfisse l’emiro di Trarza. La sconfitta militare subita dalla Francia a Sedan nel 1870 avrebbe tuttavia posto un brusco freno ai progetti di espansione territoriale di Parigi in Africa occidentale. Negli anni '70 del 19esimo secolo le iniziative francesi nella regione ripresero vigore.
L’espansione coloniale francese in Africa occidentale si sviluppò su due direttrici:
- Vennero ampliati e consolidati i possedimenti intorno al bacino del Senegal
- Fu intrapresa la conquista di territori lungo il corso del fiume Niger, in quello che sarebbe divenuto il Sudan francese
Con la nomina di Louis Brière de l’Isle a governatore del Senegal nel 1876 prese avvio il processo che avrebbe condotto al consolidamento del controllo francese sul Senegal.
Regno zulu e lo Mfecane
Mfecane → serie di guerre, movimenti e migrazioni di popolazioni avvenuti in Africa meridionale, questo processo diede origine a nuove entità statuali perché le popolazioni migrarono dallo stato zulu a causa dei conflitti.
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