Estratto del documento

Tesina: presentazione orale e paper

Africa indipendente. Si parte dal testo, pescando i temi principali che riguardano il Paese scelto e poi, con un supplemento di ricerca indipendente, si completi il quadro concludendo con una parte che riguardi le relazioni tra Italia e questo Paese. Si deve chiudere parlando dell’oggi.

25/11/19

Dagli anni 90/2000 la storiografia si fa sempre meno storia politico/militare e sempre più di tipo sociale-antropologico. Più di recente, si tende a lavorare sul costruttivismo sociale, ovvero come le popolazioni africane rielaborano la loro società dopo l’indipendenza.

Accelerazione della storia africana dopo il 19° secolo.

La storia africana antecedente all’800 non mostra un’uniformità nella sua evoluzione com’è invece avvenuto in Europa (dopo il Medioevo c’è stato il Rinascimento, etc.). In Africa si alternano una serie di organismi politici. Non sarà più così nell’Ottocento.

La tratta degli schiavi

Determina una modificazione negli assetti politici, economici e sociali.

Infatti, i leader assumono oltre al potere politico anche quello militare, quest’ultimo è indispensabile sia per mantenere il dominio nel proprio territorio sia per ridurre in schiavitù le popolazioni degli altri villaggi (per poi rivenderli).

L’uso della forza militare da parte dei leader locali modifica la struttura dei villaggi: si militarizza.

Emergono nuovi impieghi, quale il mercante di schiavi, che assumono una sempre maggiore rilevanza ed importanza.

La tratta degli schiavi tocca il suo vertice nel ‘700 per poi declinare nell’800 (quando, nell’ordine, inglesi, olandesi e francesi riducono la domanda di schiavi). Sarà poi il Congresso di Vienna a stabilire l’illegalità della tratta degli schiavi. In realtà la schiavitù, come fenomeno, continuerà ad essere praticata, in maniera diffusa, fino alla seconda metà dell’800, per poi declinare definitivamente a metà del ‘900.

Schiavo: non solo colui che viene comprato/venduto da un negriero ma anche chi volontariamente sceglie di mettersi alle dipendenze di un padrone al fine di estinguere i propri debiti. Ovvero, persone che volontariamente decidono di rinunciare alla propria libertà personale (pur mantenendo quelle civili ed economiche).

La schiavitù in determinati contesti è il perno centrale dell’economia. Infatti, vi sono determinati regimi che basano la loro capacità produttiva sulla schiavitù, necessaria alla produzione di “beni legali”.

L’abolizione della tratta degli schiavi è legata anche a cambiamenti negli assetti economici dell’Europa e del Mondo. Infatti, cessa il modello economico delle grandi piantagioni (di cotone, ad esempio). Inoltre, influiscono anche le guerre napoleoniche e la guerra civile americana.

Un altro elemento che determina la fine della tratta degli schiavi è l’industrializzazione:

  • Necessita di una nuova tipologia di forza lavoro: operai. Questi sono persone qualificate, con un’istruzione.
  • Necessita di consumatori, ovvero gente che abbia soldi da spendere (cosicché venga assorbita la produzione), cosa che gli schiavi non hanno.

Il commercio legale

Riguarda prodotti di base, è un modello che l’Africa ancora oggi continua a seguire.

In Africa iniziano ad essere prodotti tutti quei beni che nei contesti industrializzati non vengono più prodotti. Es. prodotti minerali quali semi (per la produzione dei grassi: es. margarina), olio di palma (usabile anche per le macchine industriali), caucciù (prima dell’invenzione della gomma sintetica), prodotti alimentari (arachidi, olio di arachidi, cotone (= viene imposto agli africani di produrlo)). A Sud del Congo si produce la cera d’api, l’avorio. Inizia anche la produzione di cacao e caffè.

La produzione estensiva di questi beni (destinati all’esportazione) limita fortemente la produzione di beni essenziali alla vita locale (es. si produce il cotone al posto del riso).

Questo genera una dipendenza delle tribù africane dai prodotti stranieri (cioè, banalmente, gli tocca importare i generi alimentari).

La necessità di una sempre maggiore quantità di territori (necessari alla messa a coltura) genera problemi tra le tribù sedentarie e le tribù nomadi.

In questo quadro economico di produzione rientra l’uso della schiavitù che è, anzi, una componente essenziale.

Il passaggio dalla tratta degli schiavi a questa forma di commercio legale è stato possibile anche grazie al coinvolgimento europeo, infatti la popolazione europea vedeva sempre meno di buon occhio la schiavitù.

Il commercio legale è anche un’opportunità per la popolazione africana, in particolare per i proprietari terrieri e per gli intermediari. Questi soggetti trasformano spesso il loro ruolo economico in un ruolo politico, ciò genera la formazione di nuove élite.

In questa produzione massiccia, rientra l’uso della schiavitù, in questo nuovo quadro economico che si instaura nella prima metà dell’800. La schiavitù è una componente essenziale del sistema. Gli europei tendono ad accettare l’esistenza di questi intermediari. L’obiettivo europeo è il commercio e non il controllo politico. Fintanto che l’intermediario locale mette a disposizione la sua rete e la sua expertise in maniera efficiente gli europei sono più che soddisfatti.

Con il commercio legale gli europei tendono a radicarsi sul territorio e radicare la loro esperienza.

Lo sviluppo del commercio africano continua a crescere fino al 1870, dal 1870 al 1890 vi è la grande depressione: stasi nel commercio.

La corsa all’Africa si cristallizza con la conferenza di Berlino.

La storia moderna economica dell’Africa inizia quindi con questa fase (cioè con il commercio).

Il sistema viene giustificato dagli umanitaristi europei attraverso l’idea di promozione dell’umanità come strumento di sviluppo sociale ed economico.

Tale transizione economica diventa anche politica e sociale.

2

Declino delle classi dirigenti più guerriere (che gestivano la tratta) ad emersione di élite più giovani.

Il passaggio al commercio legale determina anche delle mutazioni dal punto di vista geografico, infatti se la tratta aveva coinvolto le zone più centrali dell’Africa, questo, invece, si era maggiormente sviluppato nelle zone costiere ove era più facile coltivare. Questo determina anche un processo di migrazione dalle zone centrali dell’Africa alle zone costiere (tale processo accelererà durante la fase coloniale).

Lo spostamento della popolazione verso le coste determina anche processi di sviluppo economico, infatti, le concentrazioni urbane richiedono cibo e quindi nuove terre messe a coltura.

In queste situazioni di grandi instabilità il recupero demografico (la riduzione era data dalla tratta degli schiavi) è abbastanza lento, si dovrà aspettare il 900’ per vedere un concreto aumento della popolazione.

In queste nuove condizioni è favorita la penetrazione di nuove religioni, nell’800 si assiste ad un’accelerazione della diffusione dell’Islam. Alla fine del ‘700 inizia una nuova fase di grossa espansione che è solo in parte legata a quanto accade nell’Africa settentrionale.

Il declino del controllo ottomano nell’Africa settentrionale

Il declino del controllo Ottomano nell’Africa settentrionale viene accelerato dall’invasione napoleonica, es. l’arrivo nel 1798 di Napoleone in Egitto. Dopo tali eventi gli Ottomani non saranno più in grado di recuperare territorio.

L’Impero Ottomano aveva un’influenza marginale in Libia, in Marocco non era mai arrivato (il Sultano discendeva direttamente da Maometto) [anzi sarà proprio il Marocco a dominare alcuni territori].

Con la fine delle guerre napoleoniche la pressione europea non cessa e si dirige in primo luogo verso l’Algeria, avvantaggiandosi dei conflitti interni (fra le popolazioni delle città della costa e le popolazioni interne), in particolare, saranno i francesi a trarne beneficio (e le coste saranno felici di avere tale protezione).

Le autorità francesi nel 1832 riusciranno a prendere un primo controllo sull’Algeria per poi instaurare un vero dominio a partire dal 1848 (governavano attraverso le élite locali).

Tunisia: il re chiese l’aiuto agli inglesi per proteggersi dai francesi. Per un primo momento tale accordo è vantaggioso, successivamente, tuttavia, i francesi si accordano con gli inglesi che si tolgono. Vi sarà poi una fase di tensione tra l’Italia e la Francia ove sarà quest’ultima a prevalere. Alla fine, il consolidamento del governo francese arriverà alla fine dell’800.

Il Marocco regge fino al 1912. Anche qui vi è una competizione fra Francia ed altri attori. Alla fine, i francesi prenderanno il sopravvento attraverso il canale finanziario. Infatti, i francesi avevano prestato al sultano i soldi necessari affinché questi ripagasse i suoi debiti con la Spagna. Nel 1912 il Marocco diventa parte del controllo della Spagna e in parte della Francia.

Egitto

Egitto: liberato da Napoleone. È un paese che riesce a darsi una sovranità indipendente dall’Impero Ottomano con una leadership molto modernizzatrice. Avvia un processo di industrializzazione, attraverso il cotone.

Il leader in questo periodo è un esponente militare tale Mohamed Alì, egli era di origine macedone, in Egitto aveva un forte esercito di origine albanese. La sua abilità sarà quella di avere un esercito forte che mise anche a disposizione dell’Impero Ottomano.

Egli era anche un abile leader, infatti ottenne dall’Impero Ottomano l’indipendenza dei porti nel Mar Rosso.

3

Egli instaurò anche un sistema di tassazione moderno, formò anche un sistema educativo (mandando le élite a studiare in EU): in poche parole, pose le basi per la rivoluzione industriale.

L’Egitto era un paese che mirava all’espansione territoriale, in particolare cercò di prendere il controllo del Sudan (adatto alla produzione agricola).

Spostò la capitale a Karùn.

Successivamente, voleva espandersi verso la regione dei Grandi Laghi.

Tale desiderio espansivo diventa pericoloso per gli Ottomani, che assieme ad Inglesi e francesi, attuano un’opera di contingentamento sia militare sia finanziaria. Infatti, l’Egitto si era notevolmente indebitato per la realizzazione del canale di Suez.

Quindi alla fine gli europei riuscirono a controllare pure l’Egitto.

Ismail (figlio di Mohamed Alì), dovrà cedere la sua quota del Canale di Suez all’Impero UK. Con quest’atto si chiude la competizione sull’Egitto. Gli UK renderanno l’Egitto un protettorato.

Il fenomeno di modernizzazione genererà in Egitto la formazione di un partito nazionalista che alla fine della IGM farà ottenere l’indipendenza dell’Egitto (sebbene fosse formalmente comunque un protettorato UK), permettendo anche di mantenere abbastanza a lungo il controllo sul Sudan (che fino agli anni 30’ rimane un condominio anglo-egiziano).

Conclusioni su Impero Ottomano: riduzione dei poteri, avanzamento dell’UE.

Trasformazioni sociali nell’Africa

Filo comune = sentimento di rinnovamento religioso.

Libia

Al Senusi elabora una combinazione tra nazionalismo e rinascita religiosa. Viene tutto inglobato in una sorta di ideologia.

Madi

Tentativo di ripristinare l’Islam delle origini.

Idem Algeria: nell’Africa settentrionale nasce un movimento proteso alla Jihad che poi migra verso sud.

Il principale risultato della rinascita islamica è il Califfato di Sokoto.

Questo sarà alla base dell’organizzazione politica della Nigeria settentrionale di oggi.

La sua origine si può ritrovare nel 1770 ad opera di uno dei movimenti di rinascita islamica.

Sono soprattutto i Fulani, popolazione nomade di pastori, che vede nascere al suo interno un movimento di rigenerazione politica. Tutto ciò parte da una figura ben precisa che è molto carismatica, è un predicatore/studioso/discendente di dotti religiosi che predica il ritorno ad un Islam delle origini, richiede una riduzione della tassazione, l’abolizione della schiavitù per i musulmani. Tutto questo trova ascolto soprattutto nella popolazione degli Hausa (che sono una popolazione sedentaria). Questi nuovi ideali troveranno ascolto in particolare nei gruppi delle classi sociali inferiori (musulmani anche questi) che cercano una forma di riscatto sociale, politico ed economico. La religione diventa quindi lo strumento per altre forme di riscatto.

Tale leader carismatico nel 1804 si mette a capo di una sorta di Jihad che travolge tutta l’area occidentale, ove poi il movimento si struttura. Utam si ritirerà a fare il monaco, i suoi famigliari si mettono a fare i capi del sultanato di Sokoto.

I Fulani saranno i promotori di un forte rinnovamento culturale (in particolare erano grandi cultori dell’Islam), costruiranno uno stato forte e coeso, innovativo. Poi tuttavia il sistema statale si irrigidirà diventando parecchio conservatore. Quando arriveranno gli inglesi, tale sistema irrigidito soffrirà molto.

4

Simile tendenza di revival religioso di tipo jihadista si avranno anche nella zona nord-occidentale, leader Hajj Umar.

Tale rinnovamento non riuscirà a diventare uno strumento di repressione della penetrazione europea. Infatti, la religione non diventerà un elemento attorno al quale le diverse tribù si uniranno.

La penetrazione europea sarà molto graduale e per questo motivo, probabilmente, non susciterà chissà quale reazione, vi sarà piuttosto un adattamento che tende ad integrare gli europei nelle lotte interne: le varie popolazioni belligeravano tra loro per accaparrarsi delle condizioni migliori con gli europei. Lasciando ampio spazio a questi ultimi per integrarsi.

La forza dell’Islam africano è qualcosa che tutt’ora viene registrato nel nord della Nigeria. Tali gruppi Fulani continuano ad essere parte di un’integrazione sia con gli Hausa sia con movimenti più radicali. Il processo di radicalizzazione dell’Islam ha radici molto lunghe.

26/11/19

Islam e Corno d’Africa

Il Corno d’Africa è stato soggetto ad un precoce inserimento dell’Islam, grazie anche all’indebolimento del regno etiope.

L’Etiopia

Beneficiava di un indiretto sostegno per contenere la crescita dell’Islam.

L’Impero etiope necessitava di relazioni con gli stati costieri (non avendo sbocchi sul mare).

Le tensioni al suo interno erano solamente quelle strutturali classiche. Era presente il commercio degli schiavi, come era del resto presente anche nel resto dell’Africa (una delle ragioni della campagna di Mussolini per invadere l’Etiopia è stata proprio la sussistenza in quel paese della schiavitù).

La diffusione dell’Islam beneficia della radicalizzazione in Somalia. Quest’ultimi hanno una forte identità di gruppo. Numericamente sono molti, hanno una forte identità: uniforme e coesa.

Particolarmente radicate sono le confraternite Sufi, queste servono a mantenere l’unità di gruppo anche in caso di dispersione della popolazione.

La combinazione di identità nazionale forte e di identità religiosa è un forte strumento di coesione.

Quindi nel Corno d’Africa:

  • Islam
  • Impero etiope

Nell’800 l’Impero di Etiopia è soggetto ad una forte tensione da nord (Egitto) che spinge verso Sudan ed Eritrea. Le potenze coloniali europee ad interessarsi all’area saranno prima gli inglesi e poi gli italiani.

La battaglia di Adua (1° marzo 1896): italiani verranno sconfitti dagli etiopi. È stato l’unico caso in cui una potenza europea è stata sconfitta. Infatti, l’imperatore etiope si era procurato delle armi moderne, anche più di quelle italiane, ergo questi ultimi si sono trovati impreparati.

Sudan

Importante dal punto di vista della dimensione religiosa.

Le origini di questo radicamento si trovano nella storia: nel rapporto fra religione ed identità politica.

L’Islam dalle origini in poi si concepisce come una religione che costruisce anche strutture politiche. Questo processo continua ininterrottamente rispetto al cristianesimo ove invece religione e sfera pubblica si scindono.

La legge che viene prodotta dall’organizzazione religiosa produce conseguenze su tutti i fattori sociali: tassazione, diritto di famiglia, organizzazione dei mercati e strutture politiche.

Per un leader politico l’Islam può essere una risorsa. Questo contribuisce a spiegarne il successo.

Per quanto riguarda il Sudan, l’Islam arriva a metà del 16° secolo, vi è una combinazione tra concezione divina del sovrano e politica. Nasce, inoltre, un gruppo di religiosi-medici (a metà tra sciamani e studiosi del Corano) che diventa la base per il consolidamento di questo sistema di governo.

Poi il regno entra in una fase di crisi, che favorisce il consolidamento e la presa di potere di questa classe di religiosi e guaritori. Questa struttura rimane una sorta di punto di riferimento per la società anche quando si riorganizzano nuove unità politiche, in particolare nel Darfur dove si crea un sultanato molto ricco ed importante (grazie alla sua collocazione geografica molto favorevole per le rotte commerciali) ma anche prestigioso per la sua cultura sull’Islam.

L’Islam ritorna come elemento di legittimazione del sovrano, vi è quindi il rilancio della legittimazione divina del sovrano, sebbene questi non sia un discendente del Profeta. Questo, nel lungo periodo porterà alla sostituzione delle vecchie élite territoriali ed amministrative con figure legittimate dalla religione.

Saranno

Anteprima
Vedrai una selezione di 9 pagine su 38
Africa e Mediterraneo Pag. 1 Africa e Mediterraneo Pag. 2
Anteprima di 9 pagg. su 38.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Africa e Mediterraneo Pag. 6
Anteprima di 9 pagg. su 38.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Africa e Mediterraneo Pag. 11
Anteprima di 9 pagg. su 38.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Africa e Mediterraneo Pag. 16
Anteprima di 9 pagg. su 38.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Africa e Mediterraneo Pag. 21
Anteprima di 9 pagg. su 38.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Africa e Mediterraneo Pag. 26
Anteprima di 9 pagg. su 38.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Africa e Mediterraneo Pag. 31
Anteprima di 9 pagg. su 38.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Africa e Mediterraneo Pag. 36
1 su 38
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze politiche e sociali SPS/06 Storia delle relazioni internazionali

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher r.deluchi96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Africa e Mediterraneo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Calandri Elena.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community