Concetti Chiave
- Negli anni sessanta, il design degli oggetti quotidiani mirava a colmare il divario tra cultura progettuale e consumatori, sfruttando materiali plastici e ispirazioni internazionali, in particolare dal movimento Pop.
- I gruppi radicali, noti come operatori culturali, si distaccavano dalla tradizionale figura di architetto, sviluppando un contro-progetto influenzato da correnti artistiche come l'arte pop e il kitsch.
- La mostra "Italy: The New Domestic Landscape" al MoMA nel 1972 ha presentato il design italiano come avanguardia, evidenziando tre approcci: conformista, riformista e contestatario, con focus su come il design possa trasformare la società.
- L'innovazione nei materiali, come poliuretano espanso e truciolare, ha rivoluzionato il settore del design, aumentando la produzione di imbottiti e componibili, con un grande impatto sul mercato degli arredi.
- Achille e Pier Giacomo Castiglioni hanno creato icone del design di illuminazione, come le lampade Arco, Toio e Taccia, nel 1962, integrando funzionalità e estetica in modo innovativo.
Indice
La separazione culturale degli anni sessanta
All’inizio degli anni sessanta si registrava ancora una profonda separazione tra la cultura progettuale e quella dei consumatori, il design degli oggetti quotidiani si proporrà di sanare questo divario. Da un lato cavalcando l’affermazione di materiali quali quelli plastici, dall’altro proponendo un progetto che si nutre delle istanze della cultura internazionale, proprio a partire da quella Pop, che farà scegliere agli architetti di quegli anni la via del design come affermazione di una contro-cultura. I gruppi radicali non si faranno più chiamare architetti o designer ma operatori culturali e maturano il proprio contro-progetto assimilando diverse influenze: arte pop, il largo ricorso a questo movimento sconfina volutamente nel kitsch, ne è un chiaro esempio il Dream Bed degli Archizoom, dominati da un linguaggio eclettico onnivoro e omnicomprensivo.
Il cambiamento nel design degli interni
Il cambiamento di scala riguarda l’idea di trasferire il grande nel piccolo e l’esterno nell’interno, molte proposte di interior design di quegli anni presentavano uno spazio diffuso, un open space nel quale l’arredo cedeva il posto ad un allestimento di elementi, dove la disposizione sembra più vicina allo zoning urbanistico che al concetto tradizionale di distribuzione per stanze. Chiara dimostrazione di questo cambiamento è la mostra “Italy: The New Domestic Landscape”, inaugurata al MoMA di New York nel 1972 con la curatela di Emilio Ambasz, il design del decennio precedente viene proposto al pubblico mondiale come avanguardia assoluta di una nuova sensibilità del progetto degli interni. Tre sono gli approcci identificati da Ambasz a rappresentare l’Italia: il conformista il designer deve solo perfezionare forme sociali già accettate, il riformista il consumo è lo strumento per la felicità individuata e assicura stabilità e quindi per cambiare design bisogna prima cambiare la società e il contestatario il design ha la funzione di trasformare i modi sociali e il costumi e quindi l’oggetto si orienta verso estrema flessibilità e molteplicità d’uso. In questo terzo gruppo ritroviamo i rappresentanti di quello che Germano Celant aveva denominato Radical Design, riferendosi a gruppi sperimentali di architetti e designer.
L'innovazione nei materiali e nel design
L’applicazione del poliuretano espanso genera un notevole incremento produttivo del settore degli imbottiti, così come il truciolare amplifica il progetto dei componibili, mentre prosegue il suo successo tutta la ricerca innescata dall’intervento delle plastiche nel settore dell’arredo a partire dalla fine degli anni cinquanta. La maggioranza degli autori che raggiungono questi risultati viene ancora dalle fila dell’architettura, e parte del grande successo del mobile in quegli anni si deve all’introduzione di nuovi materiali, come il poliuretano espanso. Una delle tipologie che maggiormente vivrà di questa stagione di rinnovamento è quella dell’illuminazione, i cui autori più costanti sono Achille e Pier Giacomo Castiglioni, che solo nel 1962 misero a segno per Flos progetti destinati a diventare vere e proprie icone della storia del design (Arco, Toio, Taccia). La prima ricava la sua struttura dai lampioni stradali per riuscire a portare in un interno domestico una lampada da terra che, nonostante si autonoma rispetto al soffitto, ottiene lo stesso effetto di una sospensione dall’alto grazie alla pesante base in marmo di Carrara che consente il profonde aggetto della parabola.
Domande da interrogazione
- Qual era la principale separazione culturale all'inizio degli anni sessanta?
- Come si è evoluto il concetto di interior design negli anni sessanta?
- Quali approcci al design sono stati identificati da Emilio Ambasz nella mostra "Italy: The New Domestic Landscape"?
- Quali materiali hanno influenzato l'innovazione nel design degli anni sessanta?
- Chi sono stati i principali autori nel campo dell'illuminazione durante questo periodo?
All'inizio degli anni sessanta, esisteva una profonda separazione tra la cultura progettuale e quella dei consumatori, che il design degli oggetti quotidiani cercava di sanare, integrando materiali plastici e influenze della cultura internazionale, in particolare quella Pop.
Negli anni sessanta, il design degli interni ha visto un cambiamento verso spazi diffusi e open space, dove l'arredo si trasformava in un allestimento di elementi, riflettendo un approccio più simile allo zoning urbanistico che alla tradizionale distribuzione per stanze.
Ambasz ha identificato tre approcci: il conformista, il riformista e il contestatario, quest'ultimo rappresentante del Radical Design, che mirava a trasformare i modi sociali e i costumi attraverso un design flessibile e multifunzionale.
L'innovazione nel design degli anni sessanta è stata fortemente influenzata dall'introduzione di nuovi materiali come il poliuretano espanso e il truciolare, che hanno incrementato la produzione di imbottiti e mobili componibili.
Achille e Pier Giacomo Castiglioni sono stati i principali autori nel campo dell'illuminazione, creando nel 1962 per Flos progetti iconici come Arco, Toio e Taccia, che hanno rivoluzionato il design delle lampade.