LOUIS KAHN E LA “PRESENZA DEL PASSATO”

Louis Kahn è il maestro della monumentalità degli Stati Uniti del 1900, seppe fondere insieme mezzi costruttivi moderni e metodi tradizionali. La formazione di Kahn ebbe luogo prima che l’architettura moderna si fosse radicata negli Stati Uniti, quindi fu prima educato al sistema Beaux Arts, alla gerarchia e alla grammatica classica. Prese coscienza della necessità di un cambiamento nell’architettura moderna. Ma un passaggio molto importante della sua vita, e soprattutto nella sua formazione di architetto, fu probabilmente il viaggio che fece tra il 1950 e il 1951 nel Mediterraneo, e il suo soggiorno all'American Academy di Roma, quando Kahn iniziò un nuovo corso alla sua vita professionale. Tra il 1951 e il 1953 Kahn si occupò dell'ampliamento della galleria d'arte della Yale University, opera che illustrò il nuovo pensiero dell'architetto. Dalla configurazione triangolare della scala pubblica all'interno di un vano cilindrico fino alle casseforme di metallo tetraedriche per gettare i solai di calcestruzzo, la struttura consisteva in forme geometriche pure. Complessivamente questi aspetti indicavano un cambiamento fondamentale nella sua ideologia e nella sua pratica della disciplina, che ne fece un esponente di primo piano dell'architettura moderna americana.

Il senso dello storicismo di Kahn è legato alla vocazione monumentale. L'interesse verso la massa del muro e la forza della materia lo rese lontano dai suoi contemporanei, come i funzionalisti che parlavano in termini di leggerezza, trasparenza, movimento e bandirono termini come robustezza e forza, sinonimi di regimi passati. Per i venticinque anni successivi, Kahn progettò e costruì quanto aveva visto in quel periodo di soggiorno nei luoghi di antiche civiltà. Gli schizzi che fece di rovine egiziane, greche e romane varranno una vita d'architetto.
Le caratteristiche di serialità (la reiterazione delle masse) e monumentalità vennero a contraddistinguere in misura crescente l'opera successiva di Kahn, concretizzandosi in edifici dalle solenni forme euclidee. Un ritorno al "primitivo", all'interesse per le piramidi, per i dolmen, per le colonne dei templi greci, per le opere romane; Kahn non cercava l'originalità o l'impiego di nuovi materiali. Sia le costruzioni a padiglione che delimitano il cortile del Salk Institute for Biological Studies, sia l'effetto semplice e ritmico della First Unitarian Church and School che ricorda le rovine dell'antica Roma o della simmetria monolitica del parlamento di Dacca, contribuiscono a conferire agli edifici di Kahn maggiore spiritualità.
Molti dei suoi progetti, soprattutto quelli in Pakistan e Bangladesh, evocano un senso di atemporalità. La massa ipergeometrica di questi progetti sfidava le dimensioni architettoniche normative, con vaste aperture circolari o triangolari che bucavano superfici più ampie. A un esame più attento, risultava che queste forme derivavano il loro lessico formale dall'essere realizzate con materiali semplici, come mattoni o calcestruzzo. Gli edifici appaiono per quello che sono, non vengono rivestiti in alcun modo, per Kahn una struttura deve rappresentare in maniera chiara il sistema d'assemblaggio di ogni pezzo.
Kahn si interessò notevolmente degli "spazi servi", cioè degli ambienti che hanno un ruolo di supporto al resto delle strutture, come scale, corridoi, oltre ai servizi igienici e ogni altro spazio che ha "funzioni tecniche", come cantine e ripostigli. Tra i materiali da lui utilizzati maggiormente, vi erano mattoni rustici e il cemento scoperto, in contrapposizione a superfici altamente raffinate come il travertino.
Nei Richards Medical Research Laboratories della University of Pennsylvania, i laboratori necessitavano di vasti condotti di scarico e spazi interni flessibili, così Kahn decise di esprimere la distinzione tra fisso e variabile, tra distribuzione e luoghi serviti, attraverso la monumentalizzazione delle torri delle scale e degli impianti, trattando i laboratori come elementi a cellula. Nonostante ciò l’edificio non soddisfaceva pienamente le esigenze pratiche di un laboratorio, mancavano in facciata schermature per il sole ad esempio.
Nell’Istituto indiano di amministrazione ad Ahmedabad il programma si tradusse in una densa cittadella, una trama di “strade”, “piazze” e spazi di passaggio. I dormitori si aggregavano tra loro formando una schermatura diagonale catturasse i venti dominanti. Nel progetto per il Jonas Salk Institute for Biological Sciences, in California, doveva progettare per una comunità di scenziati, furono progettati tre complessi principali, separati uno dall’altro nel paesaggio, con viste sul Pacifico: le aree di riunione e gli auditori (Meeting House), i quartieri residenziali (Village), e i laboratori stessi (l’unica parte costruita) erano contenuti in blocchi paralleli separati da un giardino d’acqua sottilissimo. Come in molte altre opere di Kahn, ci si avvicinava al luogo mediante un percorso indiretto, un boschetto di alberi. Con le panchine basse, assenza di alberi, specchi d’acqua, spazio a cielo aperto, il Salk Institute assume il carattere di un palcoscenico filosofico dove si possono scambiare idee e studiare i misteri della natura.
Il Kimbell Art Museum in Texas era composto da una serie di volte parallele in cemento, dalla pianta formale d’ispirazione classica. Ma lo spazio interno era tutto fuorché diviso in compartimenti. Qua e là piccole corti luminose aprivano spazi all’interno della ripetizione delle volte, mentre sul lato del giardino l’ultima campata era priva dei muri di contenimento, generando un portico a volta. Ogni volta era divisa in due alla sua sommità da una stretta apertura che correva per l’intera lunghezza, attraverso cui entrava la luce del giorno.
Nel Bangladesh progetta l’edificio per l’Assemblea Nazionale, a Dacca. Per Kahn il governo è un istituzione fondamentale, per tale motivo appare il tema del cerchio, che per lui significa centro. Nei piani della disposizione generale del Campidoglio, il Parlamento era collocato nel punto focale, aggirato da altri edifici. L’edificio per l’Assemblea era collocato su un basamento in mattone circondato da acqua, costruito in cemento grigio con inserti in marmo bianco. L’ingresso principale era sotto la moschea, dotata di 4 torri cilindriche e inclinata rispetto all’asse principale per rivolgersi a La Mecca. La pianta quindi condensava diverse idee di Kahn relative all’interpretazione dello Stato: uno spazio centrale per i dibattiti ed eventuali assemblee, un asse principale ce partiva dall’ingresso e terminava sull’altro lato sulla piattaforma destinata al presidente, da cui poter diffondere un “editto” al mondo esterno, un asse trasversale che legava l’orientamento della Camera del Parlamento al primo ministro e al presidente.

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