Concetti Chiave

  • Negli anni '60, il "Telefono Grillo" della Siemens ha rappresentato un tentativo innovativo di telefono portatile, pur non avendo avuto successo commerciale.
  • Mario Bellini ha modernizzato la produzione di calcolatrici Olivetti introducendo materiali plastici e tecniche che nascondono le componenti elettroniche, a partire dal 1972.
  • La collaborazione tra Olivetti e Ettore Sottsass ha portato alla progettazione della "Elea 9003", la prima calcolatrice italiana, ottimizzando lo spazio e la funzionalità degli strumenti di lavoro.
  • Le calcolatrici degli anni '70, come la "Calcolatrice elettronica Logos 50/60", si caratterizzano per la loro configurazione semplificata grazie alla miniaturizzazione delle componenti.
  • La progettazione delle calcolatrici ha visto un'evoluzione rapida, evidenziando la relazione tra design e architettura, con modelli sempre più funzionali e intuitivi.

Innovazione nei telefoni portatili

Già a partire dagli anni sessanta possiamo notare una prima intenzione che porta alla progettazione di telefoni portatili, molto più simili ai nostri che a quelli dell’epoca, tra questi tentativi, forse il più riuscito fu il “Telefono Grillo” della Siemens concepito nel 1966 da Marco Zanuso e Richard Sapper. Il loro progetto era effettivamente rivoluzionario che però non ha avuto molto successo commerciale, prevedeva infatti una forma abbastanza strana per il tempo, era concepito come un telefono chiuso e appoggiato sul tavolo, similarmente ai veri e propri primi cellulari con questo coperchietto che copriva la tastiera, riuscirono quindi ad immaginare una tipologia già consolidata in una configurazione estremamente innovativa e funzionale. Al contempo, la produzioni di calcolatrici diventò sempre più moderna e velocizzata, come si nota dalla collaborazione tra Mario Bellini e l’azienda Olivetti a partire da inizio anni settanta.

Evoluzione delle calcolatrici Olivetti

Il designer venne infatti assunto come direttore dell’ufficio tecnico della produzione di nuove macchine da calcolo, e si dimostrò ben presto all’altezza dell’incarico, apportando nuovi materiali moderni come le materie plastiche e nuove tecniche di approccio alle componenti elettroniche, sempre meno visibili, come avviene nei modelli conosciuti come “Divisumma 18 e 28” entrati in produzione a partire dal 1972. Lo sviluppo della disciplina del design appariva sempre più rapido e la sua stretta relazione identitaria con l’architettura appariva solo come un ricordo, nei modelli “Calcolatrice elettronica Logos 50/60” e “Calcolatrice portatile divisumma 18” del 1973 è facile infatti notare come la configurazione appaia più semplice, in particolare grazie alla miniaturizzazione delle componenti interne.

Collaborazione tra Olivetti e Sottsass

Per evidenziare la rapidità di questo processo di modernizzazione basta ricordare la collaborazione di Olivetti con Ettore Sottsass, avvenuta ad inizio anni sessanta, in cui venne progettato la prima calcolatrice italiana, conosciuta come “Elea 9003”. Al tempo infatti le componenti era così grandi da occupare un’intera stanza e coinvolgere un gruppo di tecnici nel lavoro, dunque Sottsass lavorò sulla progettazione dello spazio in modo che fosse il più funzionale possibile. Disegnò innanzitutto alcuni mobili contenitore per gli elaboratori del sistema, anche se l’attenzione principale è focalizzata sulla tastiera che viene pensata per organizzare i tasti corrispondenti alle varie funzioni nel modo più razionale e intuitivo possibile, per favorire il lavoro del tecnico. I tasti vennero infatti colorati in modo diverso, non tanto per ragioni di bellezza quanto invece per rendere immediatamente irriconoscibile la funzione, ogni mobile inoltre era coordinato per altezza, in modo che i tecnici potessero girare senza problemi tra i vari macchinari e in modo che fossero disposti in comunicazione funzionale tra di loro.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stato il primo tentativo significativo di progettazione di telefoni portatili?
  2. Il "Telefono Grillo" della Siemens, concepito nel 1966 da Marco Zanuso e Richard Sapper, rappresenta uno dei primi tentativi significativi di progettazione di telefoni portatili, sebbene non abbia avuto molto successo commerciale.

  3. Come ha influenzato Mario Bellini la produzione di calcolatrici Olivetti?
  4. Mario Bellini, assunto come direttore dell’ufficio tecnico, ha introdotto nuovi materiali e tecniche, contribuendo alla modernizzazione delle calcolatrici, come dimostrato dai modelli "Divisumma 18 e 28" del 1972.

  5. Qual è l'importanza della collaborazione tra Olivetti e Ettore Sottsass?
  6. La collaborazione ha portato alla creazione della prima calcolatrice italiana, "Elea 9003", e ha rivoluzionato il design degli spazi e delle tastiere, rendendo il lavoro dei tecnici più funzionale e intuitivo.

  7. In che modo la miniaturizzazione ha cambiato il design delle calcolatrici?
  8. La miniaturizzazione delle componenti interne ha semplificato il design delle calcolatrici, come evidenziato nei modelli "Logos 50/60" e "Divisumma 18" del 1973, rendendole più moderne e pratiche.

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