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Civiltà romana - Giardini romani



Con la civiltà romana si ebbe anche un'evoluzione del giardino. Le informazioni sono più numerose in corrispondenza del periodo di massimo splendore dell' Urbe, quando il benessere raggiunto dalle nobili famiglie consentì la costruzione di splendide ville, circondate da giardini nel Lazio, in Campania, ma anche in altre località nella penisola, di cui sono giunti fino ai nostri giorni dei reperti archeologici.


Inizialmente a Roma i giardini ebbero una funzione utilitaristica.

Le vittorie in Oriente, con l'apporto di immense ricchezze e la conoscenza di civiltà molto progredite, operarono una profonda trasformazione nelle abitudini di vita dei romani e nelle loro case e quindi anche nei loro giardini.
Molto usati erano i cosiddetti "horti", cioè dei complessi di abitazioni con giardini in cui erano presenti sia le piante coltivate a scopi alimentari che quelle ornamentali.

Le piante essenziali per il giardino romano erano l'edera, il platano, il cipresso, il pino, l'alloro, il mirto, le violette, l'oleandro. Queste piante offrivano al giardino poco colore, molto fogliame di colore scuro, un insieme di rami e foglie che facevano ombra e anche un po' di profumo.
La quercia, il leccio, l'abete, il pino erano preferiti nei grandi parchi; il cipresso era impiegato lungo il limitare dei viali e dei giardini ; il tiglio, la palma, e il platano venivano impiegati sopratutto nelle città.
Anche gli alberi da frutto avevano una funzione ornamentale e venivano collocati all'interno delle aiuole in mezzo ai fiori.