Video appunto: Tutela del consumatore nell'ordinamento giuridico italiano

Tutela del consumatore



La contrattazione ha visto delineato nel corso del tempo un modello in cui il potere delle parti è sempre più caratterizzato dalla presenza di un contraente forte (fornitore, produttore, ecc.) e una parte debole (il cliente, soccombente).
Si prende atto a livello comunitario che vi sono soggetti, in primis il consumatore, che subiscono la contrattazione ad opera della controparte.
Egli è dotato di minori capacità poiché dispone di minori informazioni rispetto al professionista.
Il consumatore si trova nella posizione di «prendere o lasciare»: la maggior parte dei contratti è oggi redatta in serie e, dunque, al cliente non è possibile negoziare; egli può solo accettare o rifiutare le condizioni generali di contratto.
Nel Codice civile, la parola «consumatore» non appare fino al 1993, per poi sparire poco dopo. La disciplina di tutela del contraente soccombente (il consumatore) si basa su diversi approcci metodologici: in primo luogo bisogna analizzare le qualità soggettive del contraente.

Queste possono essere rilevate mediante la lettura delle condizioni generali di contratto. Queste sono efficaci se conosciute e conoscibili. Nelle condizioni generali di contratto, laddove vi siano clausole particolarmente onerose, devono essere specificamente approvate per iscritto (clausole vessatorie; ne sono un esempio le clausole limitative della responsabilità di una delle due parti).