Concetti Chiave
- Il tasso di attività in Italia si è modificato notevolmente nel lungo periodo, con una diminuzione fino alla fine degli anni settanta e un'altra discesa negli anni novanta.
- L'aumento del reddito familiare e l'ampliamento del sistema previdenziale sono fattori che contribuiscono alla diminuzione del tasso di attività, posticipando l'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro.
- Negli anni settanta, le giovani donne erano le più colpite dalla rinuncia alla ricerca di lavoro, mentre negli ultimi 15 anni si è registrato un incremento della loro partecipazione al mercato lavorativo.
- Nonostante l'aumento del tasso di attività femminile, le donne continuano a subire una maggiore disoccupazione rispetto agli uomini, con tassi rispettivamente del 16,8% e 9,5% nel 1998.
- La ricerca di lavoro tende a diminuire durante i periodi di rallentamento economico, con individui che abbandonano la ricerca e si accontentano di lavori saltuari, contribuendo a una falsa diminuzione del tasso di attività.
Indice
Evoluzione del tasso di attività
Il tasso di attività è dato dal rapporto tra la popolazione attiva (occupati, disoccupati e in cerca di prima occupazione) e la popolazione totale. Nel lungo periodo il tasso di attività, in Italia, si è notevolmente modificato: si è infatti ridotto sino alla fine degli anni settanta, per poi mostrare un'inversione di tendenza riprendendo a scendere negli anni novanta.
Fattori influenzanti il tasso di attività
La diminuzione del tasso di attività è generalmente collegata all'aumento del reddito familiare, che consente di far proseguire gli studi ai figli, posticipandone l'ingresso sul mercato del lavoro e, parallelamente, all'ampliamento del sistema previdenziale (più persone in pensione). in tal modo calata la popolazione attiva. Alcuni studiosi hanno avanzato l'ipotesi che la ricerca di occupazione diventi meno intensa nei periodi di rallentamento dell'attività produttiva, poiché molti individui vengono scoraggiati nella ricerca del lavoro e confluiscono nell'insieme della popolazione inattiva, accontentandosi di lavori saltuari. La diminuzione del tasso di attività nasconderebbe allora un aumento della disoccupazione.
Ruolo delle donne nel mercato del lavoro
Così come negli anni settanta la maggior parte degli individui che rinunciava alla ricerca del lavoro erano giovani donne, rassegnate spesso a restare casalinghe, negli ultimi 15 anni l'incremento del tasso di attività è da attribuire al 'progressivo aumento delle donne che desiderano svolgere un'attività lavorativa extradomestica (dal 26% del 1980 al 35,3% del 1998). La presenza delle donne sul mercato del lavoro è però ancora scarsa (il tasso di attività maschile è del 61%) e sono sempre le donne a subire maggiormente la disoccupazione (con un tasso del 16,8% nel 1998 contro il 9,5% maschile).
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali cause della diminuzione del tasso di attività in Italia?
- Come è cambiato il ruolo delle donne nel mercato del lavoro negli ultimi decenni?
- Qual è la situazione della disoccupazione tra uomini e donne nel 1998?
La diminuzione del tasso di attività è collegata all'aumento del reddito familiare, che permette di posticipare l'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro, e all'ampliamento del sistema previdenziale, che aumenta il numero di persone in pensione, riducendo così la popolazione attiva.
Negli ultimi 15 anni, il tasso di attività delle donne è aumentato, passando dal 26% nel 1980 al 35,3% nel 1998, indicando un crescente desiderio di svolgere un'attività lavorativa extradomestica, anche se la loro presenza rimane scarsa rispetto a quella maschile.
Nel 1998, il tasso di disoccupazione femminile era del 16,8%, significativamente più alto rispetto al 9,5% degli uomini, evidenziando come le donne subiscano maggiormente gli effetti della disoccupazione nel mercato del lavoro.