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Sentenza costituzionale n. 238 del 2014


Le consuetudini internazionali possono prevalere sulle norme nazionali sulla base dei limiti sanciti dalla sentenza 238 del 2014, la quale stabilisce che esistono alcuni principi, che attengono ai valori supremi del nostro ordinamento, che non possono essere messi in discussione nemmeno dalle consuetudini internazionali.
Nella fattispecie, tramite questa sentenza la Corte ha valutato la legittimità costituzionale delle fonti consuetudinarie, stabilendo che esse sono suscettibili di verifica di costituzionalità solo nel caso in cui esse si siano formate in seguito all’entrata in vigore della Costituzione. Esaminando, in particolare, la legittimità dell’ordine di esecuzione della legge 804 del 1967 (art. 31) ai sensi delle norme consuetudinarie di diritto internazionale. Il giudizio di legittimità è stato considerato in riferimento alla suddetta fonte fatto: la Corte ha stabilito il prevalere della consuetudine internazionale sulla disposizione interna, precisando che, in generale, il meccanismo di adeguamento automatico delle fonti consuetudinarie internazionali all’ordinamento interno (ex art. 10 Cost) non potrà in alcun modo consentire la violazione dei principi fondamentali dell’ordinamento costituzionale, operando in un sistema fondato sulla sovranità popolare e sulla rigidità della Costituzione. La Corte ha dichiarato che la questione di legittimità costituzionale della norma prodotta nel nostro ordinamento mediante il recepimento della fonte consuetudinaria sull’immunità degli stati dalla giurisdizione civile degli altri stati (in merito al giudizio dei crimini di Guerra commessi dalla Germania) non è fondata perché la Corte non può procedere alla valutazione di tale norma, poiché essa è inerente all’ambito del diritto internazionale e dunque esterna dall’ordinamento giuridico interno: uno scrutinio da parte della Corte sarebbe illegittimo ai sensi dell’articolo 134 cost.
In sintesi, è possibile dire che, sulla base della sentenza 238 del 2014, una fonte consuetudinaria può derogare una legge ordinaria attenendosi sempre ai principi inderogabili della costituzione italiana, che non possono essere valicati.
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