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Rischi particolari del trasporto secondo la CMR


Come in ambito nazionale, anche in quello internazionale vige il regime di responsabilità presunta del vettore: qualora sussistano danni arrecati alle merci trasportate a causa di perdita, avaria o ritardo, il vettore si presume responsabile sulla base del solo fatto del trasporto. Sul vettore grava dunque l’onere di provare l’esistenza di una causa di esonero da responsabilità.
La CMR prevede che il vettore possa esonerarsi da responsabilità provando:
- la colpa del destinatario;
- un vizio proprio della merce (dimostrazione più complessa in giudizio);
- caso fortuito (circostanze inevitabili e imprevedibili).
La CMR prevede altresì che in nessun modo il vettore può esonerarsi da responsabilità provando un vizio del veicolo adoperato per il trasporto.
A differenza del Codice civile, la Convenzione di Ginevra del 1956 elenca alcuni eventi denominati «rischi particolari». Si tratta di rischi che possono accompagnare determinate tipologie di trasporto. Tra queste rientrano:
- il trasporto di animali vivi;
- l’utilizzo di veicoli aperti senza tendone.
Se sussiste una delle ipotesi riconducibili ai rischi particolari, in capo al vettore vige una presunzione di non responsabilità: si ha dunque l’inversione degli oneri probatori. Se, ad esempio, animali vivi subiscono danni durante il trrasporto, secondo la CMR il vettore può esonerarsi da responsabilità semplicemente dimostrando la sussistenza del suddetto rischio particolare (cioè che il trasporto aveva ad oggetto animali vivi). Spetta al destinatario l’onere di provare la colpa del vettore.
A differenza di quanto avviene nel regime di responsabilità presunta, dunque, il soggetto terzo (destinatario delle merci) è tutelato in maniera minore rispetto al vettore.
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