Ominide 8291 punti

Riforma del 2012 sul diritto di famiglia


Nel 2012, però, fu introdotto lo status unico

di figlio. Da allora nel nostro codice civile la parola figlio compare senza aggettivi. Oggi, essere figli di genitori non coniugati non comporta più alcuna diminuzione di tutela. In seguito alla legittimazione del divorzio, è stato stabilito che, qualora il nucleo familiare consti di uno o più figli, il matrimonio è considerato nullo senza che ciò determini la rottura della famiglia. Questa disposizione diede origine a un modello di famiglia “destrutturata”. Come già detto, fino al 1970 il padre era il capo della famiglia, basata su un vincolo indissolubile. In seguito all’introduzione del divorzio, però, si ammise la possibilità di una rottura di quel vincolo. Con l’avvento della parità tra coniugi, infatti, il marito perse il suo primato nella famiglia. Infine, in caso di separazione e divorzio la potestà veniva esercitata dal genitore a cui era affidato il figlio, nella gran parte dei casi la madre: venne introdotto l’affidamento condiviso. Ciò creò un maggiore equilibrio: anche se i figli vivevano perlopiù con la madre, infatti, la potestà genitoriale veniva esercitata sempre e comunque di comune accordo tra i genitori. La coesione della famiglia, dunque, ruotava attorno al figlio a prescindere dall’unione dei genitori. La legge sul divorzio ha anche stabilito che se, dopo la rottura della prima famiglia, uno o entrambi i genitori ne creano un’altra, i nuovi partner assumono il ruolo di genitori sociali per i figli.

Sentenza della Cassazione del 2011 sul genitore sociale

La figura del genitore sociale è stata messa in discussione da una sentenza della Corte di cassazione del 2011. Nella fattispecie una donna, madre di un figlio avuto con uomo poi dimostratosi molto assente, si risposa. Il nuovo marito diventa genitore sociale del bambino e intende adottarlo (adozione in casi particolari). Il padre biologico, fino ad allora sempre distante, si oppone all’adozione del figlio da parte del nuovo marito della ex compagna. La Cassazione, dunque, è chiamata a stabilire se attribuire la potestà genitoriale al padre biologico o al padre sociale. Una norma, ora caduta, sanciva che, nel caso di genitori non uniti in matrimonio, la potestà genitoriale al coniuge convivente con il figlio. Forzando questa norma, la cassazione ha affermato che anche il genitore biologico non convivente col figlio esercita la potestà genitoriale e può bloccare l’adozione da parte del genitore sociale. La decisione della Cassazione, dunque, ha privilegiato la figura del genitore biologico rispetto a quello sociale. Sulla stessa scia, qualche mese dopo (nel dicembre del 2012), il legislatore ha introdotto lo status unico di figlio, stabilendo che genitori esercitino la responsabilità genitoriale insieme, a prescindere dal fatto che siano sposati, separati, divorziati, coppia di fatto o non siano mai stati coppia: nasce così la bigenitorialità biologica, definita «il fulcro di coesione della famiglia».
Hai bisogno di aiuto in Diritto?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email