Concetti Chiave
- La rappresentanza commerciale è un istituto specifico per l'impresa commerciale, non applicabile a quella agricola, che facilita la conclusione di contratti.
- Esistono tre figure principali nella rappresentanza commerciale: l'institore, il procuratore e il commesso, ognuna con poteri e funzioni distintive.
- L'institore funge da alter ego dell'imprenditore, con ampi poteri decisionali e responsabilità, salvo l'alienazione di immobili.
- Il procuratore ha poteri rappresentativi limitati e può operare solo nel suo specifico settore, senza potere decisionale su altri ambiti.
- Il commesso possiede un potere rappresentativo legato alle mansioni esecutive e materiali, senza capacità decisionale o rappresentativa estesa.
La rappresentanza commerciale
La rappresentanza commerciale (gli ausiliari dell'imprenditore) – un istituto specifico all'impresa commerciale (2203-2213) – non applicabile all'impresa agricola. Nello svolgimento della propria attività, l'imprenditore può avvalersi, e di regola si avvale, della collaborazione di altri soggetti. La rappresentanza commerciale pone una serie di modifiche/specificazioni, volte ad agevolare la conclusione dei contratti. L'impresa è tanto più efficiente quanto più può concludere contratti in modo agevole. Tre figure: institore, procuratore, commesso: sono destinati ad entrare abilmente in contatto con i terzi ed a concludere affari per l'imprenditore (non per via di una procura, ma automaticamente).
– l'institore – davanti ai terzi è un alter ego dell'imprenditore. Salvo l'alienazione di immobili ha (quasi) qualsiasi potere. Nel linguaggio comune è il direttore generale dell'impresa o di una filiale o di un settore produttivo. Di regola è un lavoratore subordinato porto al vertice della gerarchia del personale. Anche in mancanza di espressa procura. L'institore può compiere in nome dell'imprenditore tutti gli atti pertinenti all'esercizio dell'impresa. Nei confronti dei terzi sono solidalmente responsabili sia l'institore che il preponente.
– il procuratore – sono degli ausiliari subordinati, di grado inferiore rispetto all'institore; ha un potere rappresentativo più limitato (è procuratore ad es il direttore del settore di pubblicità). Può compiere in nome dell'imprenditore tutti gli atti pertinenti al suo settore (es di pubblicità), ma non ha potere decisionale né di rappresentanza di altri settori.
– il commesso - hanno un potere rappresentativo che è legato alla loro funzione all'interno dell'impresa. Sono ausiliari subordinati cui sono affidate mansioni esecutive o materiali che li pongono in contatto con i terzi.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo dell'institore nella rappresentanza commerciale?
- Quali sono le differenze tra procuratore e commesso nella rappresentanza commerciale?
- Perché la rappresentanza commerciale è importante per l'efficienza dell'impresa?
L'institore agisce come un alter ego dell'imprenditore, avendo quasi tutti i poteri necessari per compiere atti pertinenti all'esercizio dell'impresa, salvo l'alienazione di immobili. È generalmente un lavoratore subordinato al vertice della gerarchia del personale e può operare anche senza una procura esplicita.
Il procuratore ha un potere rappresentativo limitato e può compiere atti solo nel suo specifico settore, mentre il commesso ha un potere rappresentativo legato alle mansioni esecutive o materiali, senza potere decisionale. Entrambi sono ausiliari subordinati, ma con ruoli e responsabilità diverse.
La rappresentanza commerciale facilita la conclusione dei contratti, rendendo l'impresa più efficiente. Maggiore è la capacità di concludere affari in modo agevole, migliore sarà la performance commerciale dell'impresa.