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Procedimento speciale di adattamento mediante rinvio


Gli aspetti positivi dell’adozione del procedimento speciale mediante rinvio consistono nella concreta possibilità che l’operatore giuridico si renda conto di avere di fronte regole di diritto internazionale e, di conseguenza, possa procedere mediante interpretazione. Egli è tenuto dunque a verificare eventuali modifiche apportate alle fonti pattizie recepite mediante procedimento speciale con rinvio.
Il procedimento speciale mediante rinvio è ritenuto «perfetto» solo nel caso in cui la regola di diritto internazionale recepita goda di diretta applicabilità: leggendo la regola internazionale, l’operatore giuridico non ha alcun dubbio sulle modalità in cui essa dovrà essere applicata. Tale norma deve inoltre essere incondizionata all’adozione di ulteriori provvedimenti internazionali.
Nel caso in cui le norme non siano chiare, precise e incondizionate, sarà necessariamente richiesta l’applicazione del procedimento mediante riformulazione. Nel caso in cui una norma interna presenti dei profili di incompatibilità con una norma di diritto internazionale già recepita sul piano del diritto domestico, non è possibile disapplicare il diritto interno di fronte a al diritto internazionale. Il giudice nazionale è tenuto a sospendere il giudizio e a sollevare questione di costituzionalità dinanzi alla Corte costituzionale, sebbene, come ribadito dall’internazionalista Benedetto conforti, l’intervento della Corte dovrebbe essere eccezionale al fine di favorire l’attività interpretativa del giudice comune.
La struttura sopraindicata implica che, in presenza di una norma interna incompatibile con una fonte del diritto internazionale, il giudice si attenga all’obbligo di interpretazione conforme delle fonti.
L’importanza dell’interpretazione conforme e della compatibilità è stata messa in risalto dalla sentenza relativa all’immunità diplomatica del signor Russel, colonnello dell’esercito canadese e consigliere diplomatico per le questioni militari di sicurezza inviato a Roma in qualità di ambasciatore. A un certo punto della sua permanenza, il colonnello Russel smise di pagare l’affitto e per questo motivo venne citato in tribunale dal proprietario della casa che aveva preso in affitto. Il colonnello, però, sostenne di non potersi presentare in qualità di convenuto a causa dell’immunità diplomatica di cui godeva. Il giudice di merito, trovandosi di fronte all’esigenza di contemperare il diritto di ricevere l’affitto riconosciuto al proprietario dell’abitazione e l’immunità diplomatica ex art. 10, chiese alla Corte costituzionale di valutare la compatibilità della norma consuetudinaria, riconosciuta ex art. 10 Cost., relativa all’immunità diplomatica, con il principio di difesa riconosciuto dall’art. 24 Cost. La Corte costituzionale ha decretato, in virtù del principio di specialità, la prevalenza dell’immunità dalla giurisdizione, sostenendo che il diritto violato potesse essere ripristinato e fatto rispettare in altro modo, richiedendo in particolare l’intervento del Canada per saldare il debito.
In linea di principio, dunque, la norma consuetudinaria riconosciuta ex art. 10 si configura come fonte interposta.
Diverso è il caso in cui l’incompatibilità riguardi una norma interna e un accordo internazionale: come stabilito dall’art. 117 Cost., quando si adotta un atto normativo internazionale a livello nazionale o regionale, le autorità centrali o regionali devono esercitare la propria funzione normativa rispettando gli obblighi internazionali e comunitari.
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