I principi fondamentali


Il principio democratico

La forma democratica della repubblica italiana è stabilita dall’articolo 1 della costituzione, e la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della costituzione. L’esercizio dei più importanti poteri dello stato è attribuito al popolo, il quale partecipa alle decisioni politiche. Il termine popolo rinvia alla realtà concreta, ed il potere esercitato non è illimitato, è limitato dalla costituzione stessa.

Il principio personalista

È stabilito dall’articolo 2 della costituzione, i costituenti vollero dare un forte segnale di opposizione ai regimi totalitari preesistenti, di conseguenza scrissero che la repubblica dichiara di assumersi la responsabilità di perseguire con l’intera sua organizzazione un preciso scopo materiale ovvero la tutela dei diritti dell’uomo. La costituzione ha un profilo funzionale, non è solo forma e organizzazione della forza.

Il principio lavorista

È stabilito sia nell’articolo 1 che nell’articolo 4, la repubblica italiana è fondata sul lavoro e riconosco a tutti i cittadini il diritto al lavoro. È un principio strettamente connesso a quello personalista, il lavoro è inteso nella sua accezione più ampia, ovvero qualsiasi attività lavorativa in grado di poter esprimere la capacità creativa di ogni persona, sino a comprendere l’attività contemplativa dei religiosi. L’elemento generatore della dignità umana è proprio il lavoro. È il lavoro che esprime il pregio di una persona, ed è il valore fondamentale della Repubblica. La costituzione pretende cittadini virtuosi e che ognuno svolga il suo lavoro al meglio, ed è compito dello stato promuovere le condizioni affinché ognuno possa avere un’occupazione che gli permetta di sostentarsi, e esprimere la propria capacità creativa. Il lavoro è qualificato anche come un dovere dalla costituzione.

Il principio solidarista

È stabilito nella seconda parte dell’articolo 2 della costituzione, ed è chiamato principio solidarista/ di solidarietà/ di fraternità, il suo scopo è mantenere un ordine civile tramite principi di fratellanza e solidarietà, consapevoli che la libertà ha dei limiti.

Il principio pluralista

Trova riferimento nell’ articolo 2, infatti dopo aver dichiarato che i diritti dell’uomo sono inviolabili si specifica che tale riconoscimento e garanzia si riferisca sia all’uomo considerato nella sua individualità (singolo) sia nella sua socialità, nelle relazioni che instaura. L’uomo è il risultato delle relazioni che instaura con i suoi simili. Il principio pluralista non solo tutela i diritti dell’individuo in quanto parte di una formazione sociale, ma tutela i diritti della formazione sociale in quanto tale, tutela i fondamenti culturali extra- statali dello Stato. Pluralista è sinonimo di armistiziale, ed il modo migliore per illustrare una costituzione armistiziale è dato da un arco, è l’equilibrio delle forze.

Il principio internazionalista

La dichiarazione internazionale dei diritti umani, firmata a Parigi il 10 Dicembre 1948, promossa dall’organizzazione delle nazioni unite, approvata da paesi occidentali e comunisti, al termine del secondo conflitto mondiale, la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (1950), rispondevano all’esigenza di far rientrare l’Italia in un contesto più ampio, internazionale, i principi riconosciuti all’interno delle varie costituzioni statali avevano così un più ampio riconoscimento. L’ordinamento giuridico italiano si sottomette alle regole consuetudinarie dell’ordinamento giuridico internazionale. Art. 10 e 11.

Il principio di laicità

Disciplina il rapporto tra stato e confessioni religiose, in due sensi:
- Impone che a nessuna confessione religiosa siano attribuiti poteri pubblicistici o privilegi
- Impone che le decisioni pubbliche non siano selezionate a adottate in esecuzione di principi religiosi.
Le confessioni religiose devono essere trattate tutte allo stesso modo (art 8. Comma 1), sono eguali davanti alla legge (art 19), anche se diverse dalla religione cattolica ( art 8 comma 2). La laicità si pone in netto contrasto con lo Statuto Albertino, e con l’articolo 1, secondo il quale la religione cattolica, apostolica e romana è l’unica religione dello stato. In uno stato pluralista non deve esserci distinzione tra le religioni davanti alla legge.
Il principio di uguaglianza
Se c’è un diritto deve essere uguale per tutti, ma il principio di uguaglianza è il più artificiale di tutti, gli uomini nascono diversi e solo una decisione positiva li può rendere uguali, solo un ordinamento giuridico può realizzarla.
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