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Liquidazione, esclusione e amministrazione in S.R.L.



All’interno di una società a responsabilità limitata (S.R.L.) la liquidazione della quota di proprietà di un socio può avvenire, ma tenendo conto del valore reale del patrimonio. Questo deve essere calcolato analizzando ogni sua variazione, sia positiva che negativa.

La liquidazione ha luogo quando uno dei soci recede dalla S.R.L. La liquidazione deve essere effettuata entro 180 giorni: decorso questo termine il recedente può agire contro la società in qualità di titolare di un diritto di credito nei suoi confronti.

La quota in liquidazione può essere acquistata dai terzi ma, in mancanza di acquirenti, si ricorre alle riserve disponibili: si procede all’accrescimento proporzionale delle quote dei soci rimasti. Se nemmeno le riserve sono disponibili, si riduce il capitale sociale estinguendo la partecipazione.
Alla S.R.L., inoltre, si può applicare l’istituto dell’esclusione del socio tipico delle società di persone (art. 2473-bis). L’atto costitutivo può prevedere specifiche ipotesi di esclusione per giusta causa.
Infine, per quanto riguarda l’amministrazione della S.R.L. essa è affidata a uno o più soci mediante una decisione adottata con deliberazioni degli altri soci. Se l’amministrazione è affidata a più di un soggetto si costituisce il CDA, al cui interno le decisioni sono assunte mediante consultazione scritta o con consenso espresso per iscritto.