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Libertà religiosa nel contesto matrimoniale



Il pieno riconoscimento della libertà religiosa è particolarmente rilevante nel contesto del matrimonio. In quest’ambito è fondamentale operare un bilanciamento fra effetti religiosi ed effetti civili del connubio. I genitori hanno poi il diritto di educare la prole in conformità alla propria fede, ma le pratiche religiose non devono recare pregiudizio alla salute fisica o mentale della personalità del minore.
Da questa disposizione scaturisce un considerevole limite all’esercizio del diritto dei genitori, che coincide con l’evoluzione della personalità dei vigili e con il loro interesse a ricevere un’educazione equilibrata.
In caso di diversità di fede religiosa tra i genitori, ciascuno di essi può offrire al figlio, con la parola e manifestazioni d’altro genere, l’opportunità di conoscere e apprezzare la fede religiosa favorita.
La libertà di religione acquisisce una particolare rilevanza in ambito familiare anche con riferimento all’istruzione della prole. Il nostro ordinamento, sebbene laico, riconosce alla religione una funzione morale e conoscitiva insostituibile nella prima fase della formazione delle nuove generazioni. I patti Lateranensi del 1929 hanno esteso l’insegnamento obbligatorio della religione anche alle scuole diverse dalla primaria. In questo modo, l’insegnamento della religione è divenuto obbligatorio in tutte le scuole pubbliche non universitarie, anche se per chi non professa la fede cattolica è possibile chiedere l’esonero.