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Innovazioni elettorali adottate dalle regioni



Negli ultimi anni, le regioni hanno modificato il proprio assetto elettorale, intervenendo sotto molti profili: le modalità di assegnazione del premio e di individuazione degli eletti in più per le liste collegate al presidente eletto, l’innalzamento o una diversa modulazione delle soglie di sbarramento, la possibilità di voto disgiunto, cioè di votare un candidato presidente e una lista ad esso non collegata, abolita da alcune regioni (Abruzzo, Calabria, Marche, Molise, Umbria), la doppia preferenza di genere per i candidati al consiglio (dopo la l.
20/2016 espressamente prevista anche come norma statale di principio). In Toscana, poi, è stato introdotto il ballottaggio per l’elezione del presidente della giunta nel caso in cui nessun candidato superi il 40% dei voti.

In nessuna regione (tranne le Marche) è prevista una soglia minima per ottenere il premio di maggioranza. Per le elezioni regionali l’assenza di un quorum, giudicata illegittima per quelle delle Camere dalla sent. 1/2014, è stata ritenuta dalla Corte costituzionale questione meramente ipotetica (quindi irrilevante: sent. 193/2015 sulla legge elettorale della Lombardia). In quel caso il premio era stato attribuito a una coalizione di liste collegate a un presidente eletto con un numero non esiguo di voti (oltre il 40%). Pertanto, le leggi elettorali delle regioni ordinarie possono essere definite majority-assuring (unica eccezione, oltre a quella delle Marche, la legge elettorale del Lazio).
Per quanto riguarda le regioni a statuto speciale, esse, invece, hanno sempre avuto competenza propria in materia di elezione dei consigli regionali e, dopo la l. cost. 2/2001, anche di elezione del presidente della regione. Dunque, le principali innovazioni hanno riguardato statuizione che, di volta in volta e in modo autonomo, ciascun ente regionale ha fissato al proprio interno. Ovviamente, sotto molti profili le regioni, perlomeno quelle a statuto ordinario, hanno scelto di coordinarsi, orientandosi verso obiettivi e prospetti convergenti.