Ominide 1125 punti

Il contratto di prenotazione

Nel linguaggio tecnico giuridico, al termine prenotazione si attribuisce un duplice significato e una duplice funzione:
- atto preparatorio in vista della conclusione dell’accordo del contratto > la prenotazione consiste in una dichiarazione che fa sorgere un vincolo contrattuale a carico del solo albergatore che si obbliga a tenere a disposizione del cliente l’alloggio per il periodo richiesto, gratuitamente;
- atto diretto a una conclusione vera e propria del contratto (prenotazione impropria) > la prenotazione ha la funzione di accettazione di una proposta, più precisamente di un’ offerta al pubblico precedentemente formulata dall’albergatore.

Il risarcimento del danno

> Secondo la teoria del vincolo unilaterale dell’albergatore, l’albergatore in caso di inadempimento degli obblighi di fare e di non fare è tenuto al risarcimento del danno. Se, nonostante la prenotazione di un regolare contratto d’albergo il cliente non trovi posto nella struttura ricettiva, ha diritto di essere sistemato in un albergo vicino, di categoria uguale o superiore senza aggravio di spese.

Il cliente fino alla stipula del contratto definitivo può revocare la propria accettazione; egli però ha il dovere di informare l’albergatore in merito a eventuali ritardi o impedimenti che rendano impossibile la stipulazione del contratto definitivo. Al fine di limitare i danni in caso di inadempimento del viaggiatore, l’albergatore può prevedere un termine essenziale entro il quale il viaggiatore mantiene il diritto alla prestazione.
> In base alla teoria dell’offerta costante di alloggio, il vincolo obbligatorio nasce a carico sia del cliente sia dell’albergatore con la conseguenza che saranno applicabili i principi generali del danno emergente e del lucro cessante.
> Se l’inadempienza proviene dall’albergatore, quest’ultimo dovrà sistemare il cliente in un albergo vicino con le medesime caratteristiche.
> Se l’inadempienza proviene dal cliente, il risarcimento deve essere riferito alle camere non utilizzate dall’albergatore per la durata della prenotazione.

La caparra e la clausola penale

> Gli alberghi di grandi dimensioni, di solito, non accettano di stipulare il contratto di prenotazione ma obbligano il cliente a stipulare direttamente il contratto d’albergo chiedendo il pagamento di un acconto (caparra confirmatoria), o a volte dell’intero prezzo.
La caparra confirmatoria è la somma di denaro versata dal turista nel momento della prenotazione; ha la funzione di rafforzare l’accordo preso e costituisce un anticipo sul prezzo da pagare, a garanzia del futuro adempimento.

In caso di adempimento la caparra verrà imputata al corrispettivo dovuto, pertanto il cliente dovrà limitarsi a versare la differenza.
In caso di inadempimento sia del cliente sia dell’albergatore, il codice stabilisce le seguenti regole:
- se è inadempiente il cliente, perché non si presenta o perché non disdetta la prenotazione, l’albergatore può trattenere la somma versata a titolo di caparra;
- se è inadempiente l’albergatore, costui dovrà restituire il doppio della caparra ricevuta.
> L’acconto però non deve confondersi con gli altri strumenti previsti nel codice civile (clausola penale, caparra penitenziale) con i quali le parti determinano in via preventiva la somma dovuta a titolo di risarcimento del danno.
La clausola penale individua in anticipo la prestazione che la parte inadempiente di un contratto deve effettuare a favore dell’altra in caso di inadempimento o di ritardo dell’adempimento.
La caparra penitenziale costituisce, invece, una specie di risarcimento anticipato e forfettario in caso di mancato adempimento del cliente.
Si ha la caparra penitenziale quando nel contratto è stato previsto il diritto di recesso per una o entrambe le parti; essa costituisce il prezzo per l’esercizio del diritto di recesso.
Se l’albergatore non volesse più fornire i servizi che erano stati concordati, il cliente ha diritto di recedere dal contratto e di pretendere come risarcimento una somma di denaro uguale al doppio della caparra versata; se è il cliente a non volere più utilizzare i servizi richiesti e per i quali aveva versato la caparra, l’albergatore può recedere dal contratto trattenendo la caparra.

Hai bisogno di aiuto in Diritto?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email