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Giudice ordinario



Il giudice ordinario ha il potere di disapplicare i provvedimenti illegittimi: di fronte a un provvedimento illegittimo, il giudice ordinario non può annullarlo, ma nel caso concreto può giudicare come se non vi fosse. La disapplicabilità è un elemento del regime di invalidità del provvedimento amministrativo.

In alcuni casi la legge attribuisce al giudice ordinario il potere di annullare provvedimenti amministrativi (sanzioni amministrative pecuniarie ed espulsione dello straniero)
Le p.a. non possono commettere reati e non sono soggette al codice penale, mentre i singoli pubblici funzionari sì, ma ciò attiene al regime della loro responsabilità.

Le p.a. invece possono essere parti di controversie tributarie, non solo in quanto enti che impongono tributi, ma anche come contribuenti. Quindi possono ricorrere ai giudici tributari, come fanno i privati.
Il ricorso al giudice è la principale forma di soluzione delle controversie tra amministrazione e cittadini e di tutela di questi ultimi nei confronti delle amministrazioni, ma non è l’unica.
I provvedimenti amministrativi oltre che davanti ai giudici possono essere impugnati anche davanti agli organi amministrativi; le relative procedure si chiamano ricorsi amministrativi: procedimenti amministrativi che si concludono con provvedimenti amministrativi di II grado che possono a loro volta essere oggetto di ricorso giurisdizionale.