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I flussi migratori e problemi aperti

Un ulteriore effetto del processo di aggregazione sarà costituito dal flusso
di immigrazione dai Peco verso l’Ue-15, reso possibile dalla liberalizzazione della circolazione delle persone: l’Organizzazione internazionale per le migrazioni valuta tale effetto intorno all’ 1-2% della popolazione dei Peco.
Si tratta di lavoratori il cui tasso d'istruzione è generalmente superiore a quello degli immigrati tradizionali, ma in alcuni casi anche a quello dei Paesi ospitanti, e dunque di un capitale umano il cui impiego non potrà che avere effetti positivi sui Paesi di destinazione.
Il fenomeno tuttavia non dovrebbe assumere proporzioni consistenti. Stime dell’Onu, infatti, valutano che la popolazione totale di questi Paesi possa diminuire del 18% entro il 2035, limitando i flussi migratori. D’altronde, già ora la maggior parte degli immigrati nell’Ue proveniente

dall’Europa dell’Est giunge da Paesi diversi da quelli candidati.


I principali problemi irrisolti legati al processo di allargamento sono da segnalare le difficoltà connesse alla gestione dei Fondi strutturali di coesione e alla Politica agricola comune (Pac).
I Fondi strutturali ammontano al- 11,27% del Pil dell’Ue e sono destinati a ridurre i divari di sviluppo tra le diverse aree dell’Unione, ridistribuendo risorse fra i Paesi membri e stimolando la crescita economica di quelli più svantaggiati (principio della coesione economica e sociale). La partecipazione dei Peco al programma di coesione abbasserà il livello degli standard minimi richiesti per potere usufruire dei fondi. In Italia, a titolo di esempio, solo Campania e Calabria potranno continuare a beneficiare degli stanziamenti europei, mentre Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna finiranno per perdere ogni aiuto.
Per quanto riguarda la Pac, invece, va ricordato che essa assorbe quasi la metà del bilancio dell’Ue, finanziando sia interventi di sostegno ai prezzi agricoli, sia direttamente il reddito degli agricoltori. Poiché la struttura produttiva dei Peco è ancora in buona misura agricola, l’estensione della Pac ai nuovi membri costituirebbe per I’Ue un impegno eccessivo e per tale ragione si ipotizza che, anche in caso di allargamento, gli aiuti ai coltivatoti Peco potranno essere deliberati solo a partire dal 2013.

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