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Regime patrimoniale della famiglia


La disciplina del regime patrimoniale della famiglia Costituisce un elemento di rilevanza fondamentale nella delineazione del modello familiare che legislatore intende vedere realizzato.

Si tratta del complesso delle norme destinate a regolare i rapporti di natura patrimoniale dei coniugi, venendosi così a determinare i riflessi che il matrimonio produce sul patrimonio di ciascuno di essi.


La scelta della riforma è stata quella di privilegiare il momento comunitario e partecipativo della vita dei coniugi, anche nello svolgimento delle relazioni economiche interessanti i membri della famiglia. L’esigenza avuta di mira è stata quella della tutela dell’uguaglianza sostanziale dei coniugi dal punto di vista del regime legale, optando così per la comunione legale dei beni.

Tuttavia si è ritenuto opportuno conciliare una simile esigenza anche con il rispetto di una certa indipendenza economica di ciascun coniuge, quale espressione di quella libertà che non deve venir meno con il matrimonio.

Il regime patrimoniale legale di comunione risulta destinato ad operare solo dove le parti non abbiano scelto, nei limiti consentiti, un regime diverso con apposita convenzione (Art 159).

Indipendentemente dal regime patrimoniale esistente tra i coniugi (comunione legale o regime convenzionale), la salvaguardia degli obiettivi di eguaglianza e perequazione avuti di mira da parte del legislatore, vengono assicurati dal principio contributivo: infatti si tratta di una regolamentazione inderogabile finalizzata ad assicurare un livello essenziale di integrazione delle sfere patrimoniali dei coniugi in quanto tali.
È proprio in tale prospettiva che parliamo di regime primario (inderogabile), con riferimento dunque al dovere di contribuzione per il quale “entrambi i coniugi sono tenuti, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia“ (Art 143).

Ai sensi dell’Art 143, viene sancita espressamente la pari dignità dei coniugi e del loro lavoro prestato all’interno della famiglia, domestico e extra domestico. Anche il coniuge impegnato nell’attività lavorativa domestica è partecipe del tenore di vita consentito dalla complessiva economia familiare ai sensi dell’Art 144.

Al piano del regime primario vengono diffusamente ricondotte, oltre le vicende relative alla casa familiare, anche i beni di cui i congiunti (individualmente o insieme) siano titolari.
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