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Entrata in vigore di un trattato e attuazione di regole consuetudinarie


Entrata in vigore di un trattato


Generalmente, l’entrata in vigore di un trattato sul piano del diritto internazionale avviene in seguito alla ratifica da parte di un numero minimo variabile di stati. Gli accordi in forma semplificata, cioè quelli la cui ratifica non richiede l’autorizzazione parlamentare ex art. 80 Cost., possono però entrare in vigore con la sola firma dei contraenti, dunque senza la ratifica del Capo dello Stato. Come stabilito nel testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi del 1985, ne devono essere assicurate la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale affinché vi possa essere adeguata osservanza delle regole in essi contenute.
Il recepimento dei trattati internazionali richiede quindi la massima trasparenza con l’obiettivo di darne pieno adempimento.

Attuazione di regole internazionali consuetudinarie


Come detto, il recepimento delle regole consuetudinarie nel nostro ordinamento avviene in via automatica (ex art. 10 Cost.) secondo il procedimento speciale di rinvio. Come stabilito dalla Corte di Cassazione nel 1989, le norme recepite automaticamente ex art. 10 Cost. sono applicabili e possono abrogare eventuali disposizioni anteriori con esse incompatibili: come le norme pattizie, anche quelle consuetudinarie sono interposte; esse, infatti, non possono essere derogate da leggi ordinarie anche se emanate successivamente. In caso di violazione di una norma consuetudinaria automaticamente recepita sul piano del diritto interno è possibile invocare la violazione indiretta dell’art. 10 Cost.
Analogamente a quanto accade per i trattati, il recepimento delle fonti consuetudinarie richiede comunque lo svolgimento di un’attività di interpretazione estensiva che ne colmi l’eventuale incompletezza (non self-executing).
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