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Enti ecclesiastici riconosciuti: regime tributario


Riferimenti normativi:
art.20 Costituzione repubblicana:
• Divieto di discriminazione
La natura ecclesiastica di un ente o il perseguimento di un fine di religione o di culto non possono essere causa di un regime fiscale più gravoso
Art. 7 Accordo 1984:
• Principio di parificazione tributaria delle finalità di religione e di culto a quelle di beneficenza o di istruzione
Agli effetti tributari il fine di culto e di religione è equiparato a quello di beneficenza e di istruzione
• Principio di soggezione al regime tributario ordinario delle attività diverse di quelle di religione o di culto
Le attività diverse da quelle di religione o di culto svolte dagli enti ecclesiastici sono soggette alle leggi dello Stato e al regime tributario previsto per le stesse
1. I.V.A.. L’ente ecclesiastico riconosciuto non è ricompreso tra i soggetti passivi dell’IVA (= Imposta sul valore aggiunto), in quanto non ha come oggetto principale l’esercizio abituale di un’attività commerciale. Invece, è dovuta quando si tratta di cessione di beni nuovi prodotti per la vendita, comprese le pubblicazioni religiosenon cedute in prevalenza ai propri associati.
2. IRES (= Imposta sul reddito delle società): riduzione del 50% in applicazione dell’equiparazione dei fini di culto e di religione a quelli di beneficenza o istruzione
3. Imposte sulle successioni e donazioni: esenzione
4. Imposta comunale sulle affissioni: esenzione totale per gli avvisi religiosi apposti alle pareti e sulle porte degli edifici religiosi. Riduzione del 50% per le pubblicità di attività religiose patrocinate dagli EE.LL.
5. Regime ONLUS: per usufruire di questa agevolazione, gli Enti ecclesiastici devono tenere scritture contabili separate come previsto per le attività non religiose. Le attività non religiose che rientrano in tale regime sono: assistenza sanitaria, formazione, beneficenza, istruzione, promozione alla cultura e dell’arte, tutela dei diritti civili, ecc. e devono essere indicate nell’atto costitutivo.(cd. ONLUS parziali)
6. IMU (= Imposta municipale unica). Esenzione parziale per gli edifici e pertinenze, purché destinati ad attività di religione o di culto. Per gli immobili con utilizzazione mista l’esenzione si applica alla frazione dell’unità immobiliare nella quale si svolgono attività di natura non commerciale.
7. TASI (= Tassa sui servizi indivisibili). Viene calcolata sulla stessa base imponibile dell’IMU
8. Imposta di bollo: esenzione
Riguarda le quote associative ad associazioni religiose o assistenziali e sulle quietanze relative ad oblazioni a scopo di beneficenza a condizione che dall’atto risulti tale scopo.
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