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Articolo 29 della costituzione italiana

La famiglia corrisponde a un gruppo di persone legate da rapporti di sangue e di affetto e può essere considerata come la prima forma di vita in comune tra esseri umani.
la famiglia, secondo la nostra costituzione, si origina dalla celebrazione di un matrimonio; afferma infatti il primo comma dell'Articolo 29:

La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.

Il matrimonio è ordinato sull'uguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare.


Nella nostra società sono diffuse le famiglie di fatto, sorte dalla convivenza di due persone non legate dal vincolo matrimoniale e dei figli nati eventualmente dalla loro unione. Queste famiglie non hanno pero la stessa tutela delle famiglie legittime
per risultare spossati dal punto di vista civile, cioè con riconoscimento da parte dello Stato, sono possibili due tipi di matrimonio:
    matrimonio civile viene celebrato in Comune per opera del Sindaco o di un suo delegato
matrimonio concordatario avviene in chiesa davanti a un ministro del culto cattolico
secondo le nostre leggi non possono sposarsi:
    i minorenni
gli interdetti giudiziali
    i soggetti dello stesso sesso
      le persone già sposate con altri
    i parenti stretti
    se venisse celebrato il matrimonio in presenza delle condizione appena elencate esso sarebbe nullo.
    dal matrimonio nascono dei diritti e doveri, perciò gli entrami gli sposi acquistano l'obbligo reciproco alla fedeltà, all'assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell'interesse della famiglia e alla coabitazione. se uno di questi obblighi viene violato il coniuge leso può richiedere tramite un coniuge la separazione.
    Dal punto di vista dei rapporti patrimoniali, il regime previsto dalla legge per i coniugi è quello della comunione dei beni, nel senso che i beni acquistati da essi dopo il matrimonio appartengono entrambi al 50%. il regime della comunione dei beni non è obbligatorio, quindi si stabilisce tramite una dichiarazione resa davanti a un notaio chiamata separazione dei beni.
    Se i coniugi vogliono separarsi possono ricorrere al divorzio. Per divorziare sono necessari tre anni di separazione legale che può essere consensuale quando i coniugi si accordano su tutti gli aspetti della separazione e si recano davanti a un tribunale per conseguirne il riconoscimento ufficiale.Il tribunale riconosce come valide tutte le decisioni adottate dai coniugi, ma può modificare quelle relative all'affidamento e al mantenimento dei figli, se ritiene in contrasto con l'interesse di questi.Quella giudiziale viene disposta dal giudice, su richiesta di uno o di entrambi i coniugi, qualora questi non sino riusciti ad accordare sugli aspetti della separazione.il tribunale in particolare, deve decidere a quale dei coniugi affidare i figli, stabilendo anche la misura in cui l'altro coniuge debba provvedere al mantenimento, all'istruzione e all'educazione ad essi.
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