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La crisi petrolifera degli anni Settanta

Agli inizi degli anni settanta le relazioni internazionali si complicarono: nel 1971 si disgregò, infatti, il sistema monetario che fino a quel momento aveva retro l'economia mondiale. In seguito al progressivo indebitamento degli Stati Uniti, causato sia da una perdita di competitività delle merci, sia dal forte impegno sul piano internazionale in termini di assistenza e di interventi militari diretti, il presidente Nixon decretò la fine della convertibilità in oro del dollaro e impose un dazio del 10% sulle importazioni per proteggere l'economia nazionale. Fino ad allora il sistema monetario internazionale si era basato sulla supremazia del dollaro, l'unica moneta convertibile in oro sulla base di una parità fissa, 'lime le altre monete erano così convertibili in dollari e quindi in oro secondo un tasso di cambio fisso. La conseguenza della decisione di Nixon fu che il dollaro perse valore (svalutazione) e, con esso, tutte le riserve delle banche centrali degli altri paesi. In quella situazione di incertezza, le materie prime — e in particolare il petrolio — vennero acquistate in quantità massicce, dato il loro basso prezzo, nella prospettiva di un aggravamento della crisi economica. I paesi produttori di petrolio, di fronte a una domanda in continua crescita, iniziarono ad aumentarne il prezzo. A ciò si aggiunse una pesante sconfitta militare dei paesi arabi nella guerra del "Kippur" contro Israele, sostenuto dagli Usa. I paesi arabi ricorsero allora all'unica arma loro rimasta, il ricatto petrolifero: sospesero le vendite, ridussero la produzione e aumentarono vertiginosamente i prezzi. Per la prima volta essi lanciavano una sfida clamorosa ai ricchi paesi del nord industrializzato. I paesi occidentali subirono un duro colpo: per tutti gli anni settanta l'inflazione superò il livello del 10% annuo, con una contemporanea battuta d'arresto della produzione. A differenza delle precedenti crisi si verificò una simultanea presenza di inflazione e stagnazione. Verso il 19791980 la crisi si allentò per vari motivi. Innanzitutto la stessa recessione produttiva aveva portato a una minore domanda di materie prime; i cosiddetti "petroldollari" ritornarono nelle casse dei paesi occidentali in cambio di manufatti e di servizi; infine ogni paese aveva preso sue contromisure (l'Italia, per esempio, nel senso del riti mio energetico). Agli inizi degli anni ottanta la crisi poteva dirsi conclusa.

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