Ominide 16919 punti

Contadini

In senso proprio, si definisce contadini non chi semplicemente lavora la terra, ma il piccolo produttore
agricolo che coltiva direttamente una limitata estensione di terreno, coadiuvato dai familiari e solo
occasionalmente da salariati esterni. La terra può essere posseduta a diverso titolo, in proprietà, in
affitto o in concessione; la destinazione del prodotto è, nelle società contadine classiche,
l'autoconsumo; nelle società industrializzate , in cui peraltro la figura del
contadino tende a scomparire, anche la vendita sul mercato.
La definizione resta inevitabilmente molto elastica, soprattutto per quanto riguarda due elementi:
l'estensione dei terreni coltivati e l'uso della forza-lavoro salariata. Quanto al primo, si dice che la
terra deve essere sufficiente al mantenimento di una famiglia media (ma esistono contadini ricchi e contadini poveri...); quanto al secondo, che deve essere limitato ed eccezionale (per questo "poveri" sono
definiti i contadini costretti a offrire a terzi il loro lavoro in alcuni momenti dell'anno).
Una descrizione della condizione contadina, vale a dire del lavoro, della famiglia, della comunità,
per forza di cose deve avere come modello una storia d'altri tempi. Questo almeno per quanto
riguarda buona parte dell'Europa e i paesi sviluppati, in cui i contadini sono ormai piccola minoranza; nel
Terzo Mondo invece essi costituiscono ancora il grosso della popolazione. Una storia d'altri tempi
soprattutto a causa di un aspetto, la destinazione dei beni prodotti, che nel mondo contadino
"classico" è l'autoconsumo. Infatti, per il contadino la terra rappresenta in primo luogo la fonte dei mezzi di sussistenza, che devono consentire la riproduzione delle condizioni iniziali. La produzione contadina
non ha come fine l'accumulazione; il sovrappiù di un'annata consente un maggior consumo, oppure
maggior quantità di scorte per l'inverno, o un ritmo di lavoro meno intenso.
L'azienda contadina non è un'impresa, perché non è un'entità distinta dalla casa e dalla famiglia.
Infatti il contadino non valuta il lavoro suo e dei familiari come un costo, da detrarre dai ricavi per calcolare
il guadagno netto; questo spiega da una parte l'intensità dei ritmi di lavoro, fino al limite
dell'autosfruttamento, dall'altra la capacità competitiva dell'azienda contadina anche nei confronti
dell'impresa capitalistica.
Hai bisogno di aiuto in Diritto?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email