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Il conformarsi dell’ordinamento domestico alle norme di diritto internazionale


Dal punto di vista giuridico risulta essenziale comprendere in che modo le regole internazionali vengono immesse all’interno degli ordinamenti nazionali. Ciò può avvenire in due modi: tramite il procedimento ordinario (mediante riformulazione); tramite il procedimento speciale, (mediante rinvio).

Nel primo caso, constatate le diverse fonti vigenti sul piano nazionale e internazionale, ne viene operata una commistione sul piano del diritto interno mediante una vera e propria riscrittura (riformulazione) che include all’interno dell’ordinamento nazionale determinate norme di diritto internazionale.
L’adozione di tale procedimento implica conseguenze positive, in particolare la possibilità per giudici e avvocati di avere accesso più immediato alle fonti del diritto, e conseguenze negative, legate al fatto che la riformulazione rende spesso difficile evidenziare l’appartenenza di una determinata fonte al diritto internazionale (la riformulazione, infatti, dà origine a un documento incluso tra gli atti normativi interni). A volte può inoltre accadere che, una fonte internazionale recepita mediante riformulazione, venga modificata. Ciò può portare ad applicazioni errate delle fonti del diritto internazionale.
Nell’ambito del procedimento speciale o mediante rinvio, invece, bisogna distinguere tra rinvio automatico e permanente o rinvio ad hoc.
Un esempio di rinvio automatico e permanente è costituito dall’art. 10.1 della Costituzione., il quale dispone l’immissione costante e continua di tutte le regole internazionali consuetudinarie. Si tratta pertanto di un rinvio automatico e dunque permanente.
Il rinvio ad hoc è invece una tecnica di adattamento delle fonti internazionali sul piano del diritto interno applicabile in relazione alle norme complete o self-executing.
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