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Concetto di nazione e prerogative dei cittadini secondo il liberalismo


La nascita del liberalismo contribuì a ridefinire il concetto di nazione: la sovranità non era più attribuita a un unico ente (il sovrano), bensì all’identità nazionale (il popolo). Ciò favorì l’attuazione del principio della separazione dei poteri, la cui negazione costituisce la violazione della forma di stato liberale. Sebbene i tre poteri (giuridico, legislativo ed esecutivo) possano controllarsi e limitarsi a vicenda, il loro esercizio non prevede alcuno schema di subordinazione reciproca. Un altro principio cardine del liberalismo è quello di legalità. Esso prevede che le regole non debbano essere rispettate solo dai cittadini, ma anche da qualsiasi forma di autorità, che deve sempre agire nel rispetto della legge.
L’attuazione del principio di legalità consente da un lato di negare formalmente l’assolutismo e la discrezionalità dell’uso del potere che lo caratterizzava, dall’altro di mettere sullo stesso piano i soggetti che compongono lo stato-comunità e lo stato-apparato, accomunati dal dovere di rispettare le leggi. Il principio di legalità può essere inteso in due modi: principio di legalità formale, che attiene alla necessità che un organo dello stato eserciti il proprio potere sulla base di quanto enunciato in una determinata disposizione; principio di legalità sostanziale, che tiene conto delle implicazioni effettive di quanto previsto all’interno di una mera formulazione linguistica. L’applicazione del principio di legalità garantisce il rispetto del principio di uguaglianza.
La consolidazione delle forme di stato liberale ampliò enormemente la partecipazione del popolo alla definizione del potere politico: il suffragio prettamente maschile e fondato sul censo fu sostituito dal suffragio universale e l’affermazione del concetto di libertà negative (o diritti civili) impedì agli enti statali di limitare le prerogative legate ai cosiddetti «diritti inalienabili». In quest’ottica, ogni interferenza da parte dello stato nell’ambito del rispetto dei diritti civili è vista come un’eccezione. La forma di stato liberale, dunque, mira a garantire la massima realizzazione di ogni individuo nel rispetto delle sue propensioni e delle sue attitudini. Lo stato liberale non è quindi caratterizzato da una visione pluralistica della società e delle istituzioni, bensì da una convenzione monoclasse: esiste un unico ceto sociale di cui tutti fanno parte senza alcuna distinzione.
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