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Competenza del consiglio di sorveglianza


Al consiglio di sorveglianza sono attribuite diverse prerogative. Prima di tutto esso nomina e revoca i componenti del consiglio di gestione; approva il bilancio economico; esercita le funzioni di cui all’art. 2403 c.c.; promuove l’esercizio dell’azione di responsabilità nei confronti dei componenti del consiglio di gestione; riferisce per iscritto all’assemblea almeno una volta all’anno sull’attività di vigilanza svolta.

I componenti del consiglio di sorveglianza devono adempiere i propri doveri secondo la diligenza qualificata e in base alla natura dell’incarico.
Se i membri del consiglio di gestione si rendono colpevoli di un fatto pregiudizievole, il consiglio di sorveglianza è solidalmente responsabile qualora non riesca a impedire o ad attenuare le conseguenze negative derivanti dal suddetto fatto a causa di una inadeguata vigilanza.

Nel sistema monistico può essere istituito un comitato per il controllo sulla gestione, composto da amministratori con requisiti di onorabilità e professionalità, nominati dal CDA. Nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio i componenti del comitato non possono essere meno di 3. Almeno 1 deve essere un revisore legale. Il comitato vigila sull’adeguatezza della struttura organizzativa della società e svolge altri incarichi affidatigli dal CDA.
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