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Collocamento obbligatorio delle persone con disabilità


Nel rispetto del principio costituzionale di uguaglianza sostanziale, la legge ha previsto il collocamento obbligatorio in un posto di lavoro delle persone disabili e delle vittime di guerra, terrorismo e criminalità organizzata.
Nella prassi, però, l’attuazione di tale regime è spesso ostacolata dai tentativi delle imprese di eludere il suddetto obbligo.
Spesso, infatti, i lavoratori disabili risultano meno efficienti dei soggetti normodotati e, pertanto, sono visti dalle aziende come un aggravio. Per tali soggetti, tuttavia, il lavoro rappresenta un fattore indispensabile di inclusione sociale.
La legge 68 del 1999 ha tentato di contemperare queste due esigenze innovando il sistema di collocamento obbligatorio: essa, in particolare, ha introdotto diversi metodi volti alla valutazione delle capacità lavorative del disabile al fine di inserirlo nell’ambiente lavorativo più adatto.
Il collocamento obbligatorio è gestito dalle regioni, dalle province autonome di Trento e Bolzano e dai centri per l’impiego.
Al fine di scongiurare il fenomeno, frequente e diffuso, dei cosiddetti «falsi invalidi», apposite commissioni hanno il compito di provvedere all’accertamento medico della condizione di disabilità. Dopo aver ottenuto l’accertamento positivo della commissione, i disabili devono iscriversi nell’apposito elenco per il collocamento, gestito dal centro per l’impiego. Presso quest’ultimo è istituito un comitato tecnico al quale è demandato il compito di annotare in una apposita scheda le capacità lavorative, le abilità e la natura della minorazione del soggetto disabile: le assunzioni non possono mai essere dirette, perché devono essere filtrate dal centro per l’impiego.
La quota dei lavoratori disabili assunti presso ogni azienda è variabile. Essa, in teoria, è pari:
- al 7% nelle imprese con più di 50 dipendenti;
- a 2 nelle imprese in cui sono impiegati da 36 a 50 lavoratori;
- a uno per quelle che occupano da 15 a 35 dipendenti (quelle che ne impiegano ancora meno sono esenti da obblighi).
Gli obblighi di assunzione sono temporaneamente sospesi nei confronti delle imprese che prevedono la cassa di integrazione guadagni (CIG) o procedure di licenziamento collettivo.
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