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Il Codice del Turismo

Il Codice del turismo si propone di rendere omogenea e sistematica una situazione normativa complessa e frammentata tipica del settore turistico.
Inoltre, non si limita a riordinare la normativa turistica, bensì introduce una riforma del settore con l’obbiettivo di tutelare il turista, aiutare le imprese e stimolare l’offerta turistica al fine di rafforzare la competitività del sistema Italia.
Il decreto legislativo è composto da 4 articoli e 2 allegati.
- Articolo 1  approva il “codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo, che costituisce l’oggetto dell’allegato I.
- Articolo 2  modifica la direttiva relativa ai contratti di multiproprietà, contratti relativi ai prodotti per le vacanze di lungo termine, contratti di rivendita e di scambio; è seguito dall’allegato II.

- Articolo 3  elenca le norme che vengono abrogate dalla data di entrata in vigore del decreto.
- Articolo 4  precisa che il contenuto del decreto legislativo è attuato nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili e senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Il codice contenuto nell’allegato I è composto di 69 articoli e suddiviso in 7 titoli.
- Titolo 1  disposizioni generali;
- Titolo 2  professioni e formazione nel settore turistico;
- Titolo 3  mercato del turismo;
- Titolo 4  agenzie di viaggio e turismo;
- Titolo 5  tipologie di prodotti turistici e relativi circuiti nazionali di eccellenza;
- Titolo 6  contratti;
- Titolo 7  ordinamento.

LEGGE N. 217/ 17 MAGGIO 1983: si poneva come obbiettivo prioritario l’effettivo potenziamento e qualificazione dell’offerta turistica da raggiungere anche mediante l’attivazione di iniziative imprenditoriali e, tentò di determinare giuridicamente le caratteristiche dell’impresa turistica in risposta all’esigenza di una disciplina organica. Tuttavia, la legge non offrì una vera e propria definizione di impresa turistica, bensì si limitò a considerare turistiche quelle imprese che svolgevano un’attività di gestione di strutture ricettive e annessi servizi turistici. In tal senso, risultava centrale nella definizione, lo svolgimento dell’attività ricettiva al punto che l’impresa turistica veniva identificata con la sola impresa ricettiva (alberghi, motel, ecc.).

DECRETO LEGGE N. 79/2011: riprende la definizione data dalla legge di riforma e considera come presupposto per il riconoscimento della qualifica d’impresa quello di concorrere alla formazione dell’offerta turistica. Si deve quindi trattare di un’attività: * economica, ossia rivolta alla produzione di beni e servizi e al mercato [ l’elemento essenziale non è il fine di lucro, ma il criterio di economicità in base al quale l’imprenditore deve adottare un metodo di gestione diretto a coprire i costi di produzione con i ricavi delle vendite; * esercitata professionalmente; * svolta in modo organizzato, tramite la combinazione del lavoro e dei beni, materiali o immateriali, rimandando il concetto di azienda come insieme di beni organizzati per l’esercizio dell’impresa.

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