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Certezza del diritto



Secondo il principio giuridico della certezza del diritto, i singoli debbono sapere in anticipo, per potersi regolare di conseguenza, quali sono i comportamenti giuridicamente leciti e quali i comportamenti giuridicamente illeciti, quali sono gli interessi protetti dal diritto e quali gli interessi non protetti (e vedremo fra poco che a questa esigenza di certezza si collega anche il principio secondo il quale le leggi dispongono solo per l'avvenire e non hanno effetto retroattivo).

Un diritto per norme generali ed astratte, bisogna però aggiungere subito, soddisfa questa esigenza di certezza in modo solo relativo: per quella complessità del diritto, di cui si è detto nel paragrafo precedente, e per le difficoltà di interpretazione che spesso le singole norme presentano non è sempre agevole avere una sicura conoscenza preventiva di ciò che è lecito e di ciò che è illecito, né è sempre agevole prevedere quale potrà essere, in caso di controversia, la decisione del giudice.

Al modello del diritto generale ed astratto, precostituito all'insorgere dei conflitti, si contrappone il diverso modello del diritto creato dallo stesso giudice, in relazione ad un conflitto già insorto e sottoposto alla sua decisione.
Sono i casi in cui il giudice può decidere, anziché secondo il diritto, secondo equità: nel nostro sistema, come in genere nei sistemi dell'Europa continentale, questi casi sono pochi ed eccezionali.