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Concetti Chiave

  • Il lavoro sul web ha guadagnato visibilità negli ultimi anni, portando alla necessità di tutele giuridiche per i gig workers.
  • La Carta di Bologna, firmata nel 2018, ha introdotto diritti fondamentali per i rider, inclusa la libertà di astensione collettiva dal lavoro.
  • È stata stabilita la necessità di garantire condizioni di sicurezza e dignità per i rider attraverso standard minimi inderogabili.
  • La Carta impone alle piattaforme di garantire un compenso orario equo e di riconoscere compensi aggiuntivi per prestazioni in condizioni difficili.
  • È vietata ogni forma di discriminazione nei confronti dei lavoratori su piattaforma, con obblighi specifici per le aziende.

Evoluzione del lavoro sul web

Il lavoro sul web si è affermato solo negli anni recenti. Per questo, i gig workers sono stati a lungo privi di alcuna tutela giuridica. Il primo documento ufficiale che ha garantito specifiche tutele ai rider è stata la Carta di Bologna sui diritti fondamentali del lavoro digitale, siglata nel maggio del 2018.

Diritti dei rider nella Carta di Bologna

In primo luogo la carta ha garantito ai rider il diritto al conflitto: l’art. 10 sancisce che «tutti i lavoratori di piattaforme digitali possono astenersi collettivamente dal lavoro per un fine comune». La Carta riconosce loro anche la libertà di organizzazione sindacale: i collaboratori delle piattaforme possono aderire ad associazioni sindacali già esistenti o costituirne di nuove.

La Carta ah anche consolidato la necessità di garantire ai riders condizioni di sicurezza e dignità sul lavoro tramite l’introduzione di standard minimi inderogabili. La Carta ha anche chiarito il concetto giuridico di piattaforma digitale: è tale ogni impresa che mette in relazione a distanza per via elettronica le persone per la vendita di un bene.

Sicurezza e compenso dei rider

L’art. 4 ha imposto alle piattaforme di garantire ai propri collaboratori un compenso orario fisso ed equo, in ogni caso non inferiore ai minimi tabellari stabiliti dai contratti collettivi di settore. In aggiunta, le prestazioni svolte in condizioni particolarmente gravose (situazioni meteorologiche avverse, in orario notturno, ecc.).

Agli artt. 5 e 6, poi, la Carta vieta ogni forma di discriminazione nei confronti dei lavoratori su piattaforma e impone alle piattaforme l’obbligo di garantire la tutela e la sicurezza dei riders.

Domande da interrogazione

  1. Quali sono i principali diritti garantiti ai rider dalla Carta di Bologna?
  2. La Carta di Bologna garantisce ai rider il diritto al conflitto, la libertà di organizzazione sindacale e condizioni di sicurezza e dignità sul lavoro, stabilendo standard minimi inderogabili (art. 10).

  3. Come viene definita una piattaforma digitale secondo la Carta di Bologna?
  4. La Carta definisce una piattaforma digitale come ogni impresa che mette in relazione a distanza, tramite mezzi elettronici, le persone per la vendita di un bene.

  5. Quali obblighi hanno le piattaforme riguardo al compenso dei rider?
  6. Le piattaforme devono garantire un compenso orario fisso ed equo, non inferiore ai minimi tabellari dei contratti collettivi, e devono considerare le prestazioni in condizioni gravose (art. 4).

Domande e risposte

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