Ominide 13637 punti

Apolidia


L’articolo 20 della Convenzione interamericana stabilisce che ognuno ha il diritto alla nazionalità. Il secondo comma, inoltre, asserisce che ciascuno acquisisce automaticamente la cittadinanza del proprio Paese salva diversa disposizione.
Spesso, perdere la cittadinanza è purtroppo molto più facile di quanto si possa immaginare: ciò implica la perdita di un ampio novero di diritti, tra i quali rientrano quello allo studio e alla libertà di circolazione.
Ogni stato ha la facoltà di stabilire le norme in materia di cittadinanza e, dunque, di disporre l’eventuale acquisizione, perdita o revoca della cittadinanza.
L’apolidia è una delle condizioni che, in caso di perdita della cittadinanza, si verifica più frequentemente. Se un soggetto non è ritenuto degno di continuare ad avere la cittadinanza di un determinato paese, per cause di natura diversa (come la commissione di uno o più reati), questi diviene apolide, cioè privo di cittadinanza.
Una delle ragioni che inducono spesso a revocare la cittadinanza è quella relativa alla valutazione di pericolosità: se un soggetto viene ritenuto responsabile di attività terroristiche egli è immediatamente privato della propria cittadinanza.
I casi di revoca della cittadinanza si sono intensificate negli ultimi anni: soltanto nel 2017, ad esempio, solo il Regno Unito ha revocato 104 cittadinanze, a fronte delle quattro revocate a cavallo tra le due Guerre mondiali.
In Italia, la legge 132 del 2018 ha introdotto l’articolo 10-bis della legge 92/1991, il quale ha inserito nell nostro ordinamento l’istituto relativo alla revoca della cittadinanza. Questa procedura viene soprattutto attivata in caso di frode o danno grave arrecato al patrimonio nazionale.
In sintesi, dunque, l’istituto relativo alla perdita dei cittadinanze deve essere distinto da quello inerente la revoca, poiché essi sono attivati in circostanze fra loro diverse.
Hai bisogno di aiuto in Diritto?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email