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Accertamenti sanitari e controlli occulti sui lavoratori


L’articolo 5 dello statuto del lavoro tratta il tema relativo agli accertamenti sanitari, che non possono essere direttamente effettuati dal datore di lavoro se non nei casi previsti dalla legge, ma devono essere demandati alle autorità pubbliche competenti (INPS, INAIL, ecc.). Gli accertamenti sanitari possono aver luogo esclusivamente nel corso delle cosiddette «fasce di reperibilità».

Laddove sussista la possibilità del controllo tramite guardie giurate, la giurisprudenza è unanime nello statuire che ai sensi dell’articolo 7 della legge 300/1970 non si possono contestare ai lavoratori atti diversi da quelli che attengono alla tutela del patrimonio aziendale. I controlli occulti possono essere legittimi solo nel caso in cui essi mirino ad accertare dei comportamenti adottati dal lavoratore in violazione dell’immagine e del patrimonio aziendale.
Recentemente, la giurisprudenza ha ritenuto legittimo un controllo effettuato da una banca sui propri clienti al fine di verificare se gli ammanchi di cassa fossero da imputare agli operatori aziendali. La giurisprudenza ha altresì ammesso controlli nel caso di un informatore scientifico per verificare l’esattezza dei calcoli inerenti il consumo del carburante nelle rendicontazioni delle attività legate ad alcune spese di rimborso.
L’articolo 4 dello statuto è stato quasi integralmente innovato. Ciò ha modificato l’equilibrio giuridico che il legislatore ha stabilito nell’ambito del rapporto tra datore e lavoratore. L’articolo, costituito da due commi, tratta il tema del controllo a distanza. Le numerose innovazioni apportate dal 1970 ad oggi sono state promosse per avvicinare la disposizione statutaria alle innovazioni tecnologiche più recenti. Il primo comma dell’articolo 4 si rivolge agli impianti audiovisivi e agli altri strumenti dai quali derivi la possibilità di un controllo a distanza del lavoratore.
Nel Codice privacy, il legislatore ha stabilito che il datore di lavoro possa servirsi delle informazioni tratte dall’utilizzo di mezzi di controllo a distanza previa comunicazione al dipendente circa le modalità d’uso degli strumenti, pena l’inutilizzabilità delle informazioni raccolte).
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