Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Il canto XXIII del Purgatorio esplora il tema dell'amicizia attraverso l'incontro di Dante con l'amico Forese Donati, richiamando il legame con Casella dal canto II.
  • Dante si trova nel girone dei golosi, puniti con la mancanza di cibo e acqua, il cui stato miserevole è evidenziato da esempi classici e biblici di magrezza.
  • Forese Donati viene riconosciuto da Dante grazie alla sua voce, simile a quanto accaduto con il musico Casella, sottolineando l'importanza dell'amicizia nella riconoscenza.
  • Dante si distacca dalla tenzone e ripudia le parole passate su Forese e sua moglie, elogiando Nella per la sua devozione e il suo ruolo nelle preghiere per Forese.
  • Il canto presenta simbolismi, come la lettura del viso umano che rappresenta la parola "omo" e un richiamo alla frase di Cristo in croce, anticipando la futura assenza di Virgilio.

L'amicizia nel canto XXIII?

Il canto XXIII del Purgatorio di Dante Alighieri è caratterizzato dal tema dell'amicizia che viene ripreso dal canto II della medesima cantica dove c'era la presenza di Casella, il musico di Dante.

Il girone dei golosi

Dante in questo canto si trova nel girone dei golosi i quali sono i meno colpevoli e che, per la legge del contrappasso, non hanno né cibo né acqua e la loro pelle aderisce alle ossa (vengono riportati nel canto due esempi di magrezza, uno classico e uno biblico: l'esempio classico è Ersittone delle Metamorfosi di Ovidio e quello biblico è l'episodio della guerra giudaica secondo il quale, durante l'assedio di Tito, una donna per la fame mangiò il figlio): per tale motivo inizialmente Dante non riconosce l'amico Forese Donati che, successivamente, viene individuato grazie alla sua voce, così come successe con il musico nel canto II.

Forese Donati e la tenzone

Ciò che Dante fa usufruendo del personaggio di Forese è allontanarsi dal genere poetico della tenzone e di ciò che aveva detto, sebbene in amicizia, nei confronti di Forese e di sua moglie durante una di queste; Dante ripudia così le sue parole e elogia Nella, moglie di Forese, poiché donna molto devota grazie alla quale, attraverso le sue preghiere, Forese non si trova nell'Antipurgatorio.

Simbolismo e premonizioni

Particolare è la menzione nel canto dell'opinione medievale secondo il quale nel viso umano si potesse leggere la parola "omo": le due "o" sono gli occhi, la "m" gotica maiuscola, naso e zigomi.

L'uso dell'espressione "Elì" più avanti nel canto è ripresa dalla frase del Cristo in croce "Elì, Elì, lemà sabactani?" ("Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?") narrata da San Matteo.

Alla fine di questo canto sembra quasi essere preannunciata la sparizione improvvisa di Virgilio, fedele accompagnatore di Dante fino al canto XXX dove verrà sostituito dalla tanto agognata Beatrice.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il tema principale del canto XXIII del Purgatorio di Dante?
  2. Il canto XXIII è caratterizzato dal tema dell'amicizia, ripreso dal canto II, dove Dante incontra Casella, il musico. Qui, l'amicizia si manifesta attraverso l'incontro con Forese Donati, un amico di Dante.

  3. Come viene rappresentato il girone dei golosi nel canto XXIII?
  4. Nel girone dei golosi, i peccatori sono i meno colpevoli e subiscono il contrappasso di non avere né cibo né acqua, con la pelle che aderisce alle ossa. Dante inizialmente non riconosce Forese Donati, ma lo identifica grazie alla sua voce.

  5. Qual è il significato della menzione di "Elì" nel canto?
  6. L'espressione "Elì" è un richiamo alla frase di Cristo in croce "Elì, Elì, lemà sabactani?", suggerendo un legame tra la sofferenza umana e la spiritualità, e preannunciando la futura sparizione di Virgilio, accompagnatore di Dante.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community