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Canto XI


In questo canto Dante e Virgilio si trovano già nel Purgatorio vero e proprio, più precisamente nella prima cerchia, dove le anime superbe espiano la loro colpa. Essi, come in vita hanno mantenuto il capo alto, adesso sono costretti a mantenerlo basso; infatti, i superbi sono costretti a camminare curvi mentre sorreggono dei massi pesanti. Dante, per parlare con loro, è costretto ad inchinarsi; questo è considerato un segno di condivisione (della pena), dato che Dante sa cosa significa essere superbo, poiché lui stesso si è posizionato in questo girone.
Il canto inizia con le anime che recitano il “Padre Nostro”, però Dante non riporta le parole originali della preghiera, ma aggiunge una meditazione. La fine della preghiera è costituita da un atto di carità verso le persone che rischiano la dannazione. Dante e Virgilio chiedono alle anime quale sia la via più breve per superare la cornice; il primo a rispondere è Omberto Aldobrandeschi , un nobile senese che fu famoso per la sua superbia, tanto da trascinare al suo destino anche i suoi familiari. Egli era diventato il possessore del castello di Campagnatico, e, per arrecare danno ai senesi, non permetteva loro di attraversare i suoi possedimenti. Non si sa come sia morto, infatti vi sono due teorie a riguardo: una crede che sia stato ucciso in battaglia, secondo l’altra fu assassinato da dei sicari senesi. Adesso lui accetta con umiltà la sua pena. Mentre Omberto prosegue il suo discorso, un’altra anima si avvicina a Dante e Virgilio: si tratta di Oderisi da Gubbio, noto miniatore che in vita ha cercato di ottenere gloria e fama, e ciò gli impedì di essere cortese nei confronti degli altri artisti. La cosa che portò alla pena Oderisi fu chiamata “superbia artistica”. Dopo ciò Oderisi condanna la gloria eterna e afferma come la fama passi da un artista all’altro, facendo alcuni esempi (Cimabue e Giotto, Cavalcanti e Guinizzelli…); Oderisi prosegue il suo discorso con l’esempio di Provenzano Salvani. Dante si chiede come sia possibile che si trovi nel Purgatorio, dato che ha trascorso la sua vita all’insegna dell’arroganza; Oderisi spiega che egli si guadagnò il Purgatorio elemosinando per salvare un uomo in prigione. Il canto termina con la fine del discorso di Oderisi.
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