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CANTO XV


Dal IV Cielo, del Sole dove risplendono le luci dei dottori in filosofia e teologia tra i quali San Domenico, Dante e Beatrice ascendono al V cielo, di marte, dove sono gli spiriti militanti. Essi appaiono come rossi splendori in forma di croce greca(cioè a braccia uguali), dai quali proviene una dolce melodia di canti. Nel mezzo della croce lampeggia Cristo. Interrotto il canto, ecco che dal braccio destro della croce appare un fulgore che scende in basso. L’anima scesa ai piedi della croce lo invita a manifestare il suo desiderio. Il poeta chiede chi sia il Beato, il quale si manifesta come il suo trisavolo Cacciaguida.
Questi però prima di parlare di se stesso, gli fa una descrizione di Firenze come era ai suoi tempi, una città dai costumi semplici e onesti, abitata da uomini laboriosi e donne pudiche, assai diversa dalla città che Dante conosce, corrotta e tormentata da contrasti politici.

VV25-27
 - così premurosa si mostrò l’ombra di Anchise quando vide apparire il figlio Enea nei Campi Elisi, come narra Virgilio nell’Eneide. E’ una similitudine che esprime tutto l’affetto di Cacciaguida, avo di Dante, paragonato a quello di Anchise, il quale si vide apparire nell’oltretomba il figlio Enea vivo, guidato dalla Sibilla Cumana.
( La Sibilla Cumana sacerdotessa di Apollo, è una delle più importanti Sibille, figure profetiche delle religioni greca e romana.)

VV97-99
l - tempo di Cacciaguida Firenze era ancora circondata dalla vecchia cinta muraria, presso la quale si trova ancora la chiesa di Badia, ed era assai più sobria della città attuale. La popolazione non ostentava gioielli e monili sfarzosi, né le donne indossavano abiti alla moda per rendersi più appariscenti. <
alludono all'antica cinta muraria di Firenze, che risaliva al IX-X sec. ed era assai più ristretta di quella dei tempi di Dante, realizzata nel 1173 quindi dopo la morte di Cacciaguida. Il v. 98 si riferisce alla chiesa di Badia, che si trovava presso le antiche mura e suonava ancora le ore canoniche.
VV139-141
 - Poi seguii l’imperatore Corrado III di Sassonia e presi parte alla seconda crociata e, per il mio buon servizio fui insignito del grado di cavaliere con il “cinto” o cingulum militiae.
Cacciaguida
Trisavolo di Dante, di cui si hanno scarse notizie a parte quelle fornite dal poeta stesso nei Canti del Paradiso in cui compare. Doveva essere nato alla fine dell'XI sec. a Firenze, da una famiglia di antica nobiltà. Secondo quanto afferma Boccaccio, egli ebbe due figli, Preitenitto e Alighiero, da cui nacque Bellincione e da questi Alghiero II, padre di Dante. Cacciaguida seguì l'imperatore Corrado III nella Seconda Crociata, durante la quale morì (forse nel 1147) combattendo contro i Musulmani in Terrasanta.
Dante lo colloca fra gli spiriti combattenti che si manifestano nel V Cielo del Paradiso, sotto l'influsso di Marte; il personaggio è introdotto nei Canti XV, XVI e XVII  del Paradiso, chiamati anche generalmente “il trittico di Cacciaguida”.

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