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Canto IV

Beatrice intuisce due dubbi che sono nati nella mente di Dante e scioglie per primo il secondo, più pericoloso per la fede, riguardante la sede delle anime dei Beati: è forse vero che, come sostenne Platone nel Timeo, le anime stanno nei Cieli prima della loro vita terrena e vi fanno ritorno dopo la morte?
Ella, confutando le parole del filosofo greco, spiega come i Beati si trovino tutti nell’Empireo, pur apparendo in Cieli diversi, allo scopo di mostrare a Dante un’immagine del loro differente grado di beatitudine secondo l’organizzazione gerarchica voluta da Dio.
Esse si recano nei vari Cieli appositamente per incontrare Dante, e poi fanno ritorno nell’Empireo.
Del resto le Sacre Scritture e la Chiesa usano un linguaggio che si adatta alle capacità intellettuali degli uomini.
Il secondo dubbio concerne Piccarda: ella era stata strappata a forza dal convento a opera del fratello, rimanendo fedele al voto fatto.

Perché, dunque, se la volontà di osservare i voti dura nel cuore, la violenza altrui ne può diminuire il merito?
Beatrice risolve facilmente il dubbio spiegando che i Beati del Cielo della Luna dovevano dimostrare una volontà assoluta, incrollabile come quella di San Lorenzo quando subì il martirio o di Muzio Scevola quando lasciò bruciare la sua mano sul fuoco.
Infine Dante esprime un terzo dubbio su come si possa compensare un voto non adempiuto.

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