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Concetti Chiave

  • Gli spiriti combattenti formano una croce nel cielo di Marte, simboleggiando la loro devozione per la fede cristiana e il trionfo del cristianesimo.
  • Dante incontra Cacciaguida, suo antenato, che discute il destino provvidenziale di Dante e la storia di Firenze nei canti XV-XVII.
  • Cacciaguida descrive l'antica Firenze come una città virtuosa e pacifica, in netto contrasto con la corruzione della Firenze contemporanea.
  • La critica di Cacciaguida al papato evidenzia la sua responsabilità nel permettere ai malvagi di impadronirsi dei luoghi santi, manifestando una polemica contro la corruzione ecclesiastica.
  • L'ideale di vita civile di Dante si basa sulla concordia tra Chiesa e Impero, proponendo una vita semplice e onesta, come modello per il futuro.

Spiriti Combattenti e la Croce

Spiriti combattenti per la fede: coloro che, come i martiri e i crociati, scesero fisicamente in campo per affermare e far trionfare la fede cristiana. Si presentano come dei lumi che, compatti, formano nel cielo l'immagine di una croce e si muovono lungo i due bracci di essa. Quando si incontrano sfavillano più ardentemente e cantano in modo così dolce e sublime che le parole risultano incomprensibili all'udito umano.

Già dal canto precedente Dante si trova nel cielo di Marte e vede gli spiriti militanti scorrere cantando lungo i bracci di una croce su cui lampeggia la figura di Cristo.

Il canto delle anime si interrompe, in modo che Dante possa interrogarle. Attraverso la similitudine della stella cadente, Dante descrive lo spostarsi di un'anima: tale anima si muove lungo la metà del braccio destro e scende lungo la metà del braccio verticale, in modo da sembrare un lume che si muove dietro l'alabastro.

Dante e Cacciaguida

L'anima è benevola e gentile (pia) come lo fu l'anima di Anchise quando si accorse dell'arrivo del figlio Enea nei campi Elisi (sede delle anime nobili). Le tre similitudini introducono l'incontro di Dante con il progenitore Cacciaguida. A Cacciaguida vengono dedicati i canti XV - XVI - XVII, ossia la parte centrale della cantica: infatti siamo di fronte ad uno dei passaggi fondamentali del poema: viene affrontato con Cacciaguida il tema del significato provvidenziale del destino di Dante; la vicenda personale di Dante viene inserita nella realtà storica della Firenze antica. Cacciaguida affronta tali temi nei tre canti.

- XV: manifesta la sua gioia per l'incontro con Dante, descrive la condizione morale dell'antica Firenze e la genealogia della famiglia Alighieri

- XVI: descrive la situazione storica e materiale dell'antica Firenze.

- XVII: profetizza a Dante l'esilio e lo riconosce come cantore della verità. Al ritorno sulla Terra Dante dovrà rivelare tutto ciò che ha saputo; le verità di cui egli sarà portatore avranno infatti la funzione di redimere l'umanità; perciò Dante non dovrà preoccuparsi di condannare uomini potenti, papi, imperatori, perché sono proprio loro i responsabili del bene e del male sulla Terra.

Cacciaguida e la Firenze Antica

Di Cacciaguida noi conosciamo solo ciò che ci dice Dante: sarebbe nato nella seconda metà dell'XI secolo a Firenze, avrebbe sposato una donna della famiglia degli Alighieri proveniente dalla Valpadana; ebbe due fratelli, Moronto ed Eliseo, seguì l'imperatore Corrado nella seconda crociata e fu investito da lui cavaliere per le sue belle imprese. Questo spiega la presenza di Cacciaguida nel cielo di Marte.

Combatté contro la malvagità di quella religione i cui seguaci si impadroniscono dei luoghi santi, Gerusalemme e la Palestina, per colpa del papa, che trascura gli interessi dei cristiani; è evidente qui la polemica contro il papato.

Fu ucciso da quegli uomini crudeli, liberato dall'ingannevole realtà terrena, l'amore per la quale rovina molti uomini, e passò dal martirio alla beatitudine.

Dal v.88 si dichiara radice di Dante: la parentela tra i due è resa attraverso la metafora della pianta: Dante è la fronda, ossia la foglia e Cacciaguida è la radice e si compiace del suo discendente. Il riferimento al vangelo di Marco "Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto" riveste l'incontro di sacralità: dopo il parallelo con Anchise ed Enea, il richiamo alle parole di Dio a Cristo rende sacro ed eccezionale l'incontro.

Cacciaguida dice di essere il padre di colui che diede il nome alla famiglia di Dante, Alighiero, che, morto prima del 1200, starebbe scontando la sua pena per la superbia sulla prima cornice del Purgatorio. Sarebbe questo un vizio di famiglia, perché Dante nel canto XIII del Purgatorio dice di dover scontare la stessa pena.

Virtù e Corruzione a Firenze

Cacciaguida traccia poi la celeberrima rievocazione dell'antica e virtuosa Firenze.

Ai tempi di Cacciaguida, Firenze viveva in pace, con onestà e semplicità, non si portavano diademi, gonne ricamate né cinture che facessero prevalere l'apparenza sulla persona. La nascita di una figlia non preoccupava i genitori per la dote troppo costosa.

I palazzi non erano vuoti. Il colle di Firenze Uccellatoio non era superiore al colle Montemario di Roma. L'anafora del non serve a rimarcare il confronto tra la Firenze antica che Cacciaguida loda e la realtà corrotta contemporanea che Cacciaguida implicitamente condanna. Cacciaguida cita poi alcune famiglie ragguardevoli - Berti, Nerli, Vecchietti - e le chiama felici perché ciascuna moglie era sicura di morire in patria: la piaga delle lotte civili e l'abitudine del commercio in Francia non erano ancora in voga. Le giovani mogli vegliavano i piccoli e li trastullavano, le più anziane filavano e raccontavano leggende.

La descrizione della virtuosa Firenze prosegue fino al v.129 in modo positivo ma evoca immediatamente il confronto con il presente e provoca la polemica morale e politica contro la Firenze attuale, moderna e corrotta. Non vuole tuttavia essere una rievocazione nostalgica: nell'intento di Dante si propone come modello ancora recuperabile.

Tale rievocazione proseguirà nel canto XVI e rappresenta l'esempio più significativo dell'ideale che aveva Dante della vita civile: una vita basata sulla concordia tra Chiesa e Impero che permettevano una vita semplice, onesta e morigerata. Questo ideale è una sorta di utopia rivolta al passato.

L'esaltazione dell'antica e virtuosa Firenze costituisce un modello ancor recuperabile.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato degli spiriti combattenti nel contesto della fede cristiana?
  2. Gli spiriti combattenti, come i martiri e i crociati, rappresentano coloro che hanno lottato per affermare la fede cristiana, formando un'immagine di croce nel cielo e cantando in modo sublime (testo).

  3. Chi è Cacciaguida e quale ruolo ha nell'opera di Dante?
  4. Cacciaguida è un antenato di Dante, che lo incontra nel cielo di Marte. Attraverso di lui, Dante esplora il significato provvidenziale del suo destino e la storia di Firenze (testo).

  5. Quali temi affronta Cacciaguida nei canti XV, XVI e XVII?
  6. Cacciaguida esprime gioia per l'incontro con Dante, descrive la Firenze antica e profetizza l'esilio di Dante, riconoscendolo come cantore della verità (testo).

  7. Come viene descritta la Firenze antica da Cacciaguida?
  8. Cacciaguida descrive una Firenze virtuosa, caratterizzata da pace, onestà e semplicità, in contrasto con la corruzione della Firenze contemporanea (testo).

  9. Qual è l'ideale di vita civile che Dante propone attraverso la figura di Cacciaguida?
  10. Dante propone un ideale di vita civile basato sulla concordia tra Chiesa e Impero, che consente una vita semplice e onesta, rappresentando un modello recuperabile per il presente (testo).

Domande e risposte

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