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Paradiso - canto XXXIII - La preghiera di S. Bernardo alla Vergine (1-51)


I primi 39 versi dell’ultima cantica sono riservati alla preghiera che S. Bernardo rivolge alla Vergine affinché chieda per Dante la possibilità di accedere alla visione divina. Dopo aver ricordato le qualità della Vergine, S. Bernardo la supplica, richiamando passi dell’Ave Maria, del Salve Regina e del Magnificat. Dopo la preghiera, si ha una specie di dialogo muto fra S. Bernardo, la Vergine e Dante fatto di sguardi, di sorrisi e di gesti. Dante capisce che la grazia richiesta è stata concessa e fissa il suo sguardo verso Dio.
Parafrasi
Vergine Madre, figlia di Cristo che è tuo figlio
umile e nel contempo più alta di ogni essere creato
fine e scopo predestinati dal volere della Provvidenza
tu sei colei che l’umanità intera
rendesti così nobile che il suo creatore [Dio]
non disdegnò diventare figlio dell’uomo.
Nel tuo seno si accese di nuovo il sentimento dell’amore [fra Dio e l’uomo]
grazie al cui calore, nella pace del Paradiso,
è fiorita la rosa dei Beati.
Qui [nell’empireo] tu sei per noi, (angeli e beati), come il sole a mezzogiorno,
fiaccola d’amore, e in terra, per i mortali,
tu sei come una sorgente di speranza.
O signora, il tuo potere [di fronte a Dio] è così grande
che il desiderio di colui che vuole una grazia e non ricorre a te
è destinato a fallire.
La tua bontà non soltanto porta aiuto
a chi te lo chiede, ma molte volte
spontaneamente previene la richiesta.
In te compassione, in te disposizione ad amare,
in te generosità gratuita, in te si riunisce
tutto ciò che c’è di virtuoso n una creatura.
Ora costui (Dante), che dal luogo più basso
dell’universo ( = Inferno) fin qui (=l’empireo) ha visto
le varie condizioni di vita delle anime,
supplicandoti, ti chiede, per grazia divina, tanto valore
da potersi innalzare con gli occhi
più in alto, verso l’estrema salvezza (Dio).
Ed io, che mai arsi dal desiderio di contemplare Dio
più di quanto non arda ora affinché ciò gli sia concesso, tutte le mie preghiere
ti porgo e ti prego che esse siano sufficienti per lui (=Dante),
affinché tu dissolva ogni ostacolo
derivato sua natura mortale, con le tue preghiere
affinché davanti ai suoi occhi gli si manifesti la massima felicità (=Dio).
Ancora ti prego, o regina, tu che puoi
ciò che tu vuoi, che conservi pure,
dopo una così alta visione, le inclinazioni di Dante.
La tua protezione s’imponga sulle passioni umane;
guarda Beatrice con quanti beati
ti implorano con le mani giunte, udita la mia preghiera”.
Lo sguardo di Maria
fisso verso colui che la stava pregando, a noi (S. Bernardo e i beati) dimostrarono
Quanto le devote preghiere le siano gradite;
quindi si volsero verso Dio,
nel quale non si deve credere che sia inviato
da una creatura umana uno sguardo così limpido.
Ed io che al traguardo di ogni desiderio
mi stavo avvicinando, come dovevo,
terminai di provare l’ardore del mio desiderio.
Bernardo mi faceva cenno e mi sorrideva,
affinché io volgessi il mio sguardo verso l’alto; ma io mi trovano
già di mia iniziativa pro proprio nell’atteggiamento da lui richiesto
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