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Paradiso, canto XVII

Il canto XVII del Paradiso può essere suddiviso in quattro parti:
1.Sapendo che le anime dei beati conoscono in anticipo gli avvenimenti che accadono perché li vedono riflessi in Dio, Dante chiede a Cacciaguida di svelargli il suo destino, circa il quale ha già ricevuto profezie poco chiare.
2.L’avo risponde in modo chiaro rivelando che il futuro riserva a Dante un’ingiusta condanna e l’esilio; dovrà dunque lasciare ciò che gli è più caro e mendicare cibo e ospitalità. Il primo rifugio sicuro sarà presso gli Scaligeri, dove lo accoglieranno prima Bartolomeo e poi Cangrande, destinato a compiere imprese straordinarie che il Dante auctor non è tenuto a raccontare.
3.Dante sente il bisogno di essere consigliato: domanda a Cacciaguida se sia opportuno rivelare i contenuti ultramondani che ha accumulato nel suo percorso, rischiando così di farsi più nemici di quanti non ne abbia già.

4.Cacciaguida risponde che le parole di Dante saranno amare per chi si è macchiato di colpa, ma egli deve comunque riferire quanto ha visto per il ravvedimento degli uomini, ai quali il canto del poeta offrirà esempi illustri, negativi e positivi. Infatti, la Commedia è un’opera “ad opus”, cioè finalizzata all’azione: in altre parole, ha un fine etico e politico e vuole lanciare un messaggio forte ai vertici politici ed ecclesiastici affinché questi invitino gli uomini a correggere i propri comportamenti sbagliati e, in questo modo, a salvarsi.

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