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Concetti Chiave

  • Dante utilizza la perifrasi “colui che tutto move” per riferirsi a Dio, dimostrando rispetto evitando l'uso diretto del suo nome.
  • Il poeta si impegna a essere sincero, affermando che il suo canto si basa esclusivamente su ciò che realmente ricorda della sua esperienza divina.
  • Nell'invocazione ad Apollo, Dante cerca l'ispirazione poetica suprema, superando le nove muse per attingere direttamente al dio della poesia.
  • Dante critica la scarsa celebrazione dell'alloro per i trionfi di imperatori e poeti, evidenziando una mancanza di riconoscimento nella sua epoca.
  • Il viaggio di Dante nel Paradiso inizia durante l'equinozio di Primavera, segnato dall'emergere del Sole nella costellazione dell'ariete.

Indice

  1. Dante e la Perifrasi Divina
  2. L'Impegno di Sincerità di Dante
  3. L'Invocazione ad Apollo
  4. La Polemica di Dante
  5. L'Equinozio di Primavera

Dante e la Perifrasi Divina

In questo canto Dante identifica Dio attraverso una perifrasicolui che tutto move”; l’autore, infatti, evita di riferirsi a Dio chiamandolo direttamente con il suo nome, ma utilizza sempre delle perifrasi che gli sembrano più rispettose per poter parlare di lui. Dante spiega che la sua gloria è presente in diversa misura nell’Universo, secondo quella graduazione di etica e di moralità presente in gradi diversi nel mondo (Dio è il massimo grado). Dante fu nel cielo dove la luce è massima, ovvero l’empireo, e lì vide cose che sono impossibili da ridire per chi da lì riscende sulla Terra; ciò è dovuto al fatto che l’intelletto umano avvicinandosi così tanto all’oggetto del desiderio (ovvero la salvezza, Dio) si addentra così tanto nel mistero divino che la capacità di ricordare non gli può star dietro, in quanto la memoria deve razionalizzare per gradi ciò che ha visto Dante e non presenta quell’istinto di immediatezza che invece ha l’intelletto umano.

L'Impegno di Sincerità di Dante

A questo punto Dante esplica un suo impegno di sincerità (“veramente” verso 10) nei confronti dei suoi lettori, affermando di non stare inventando nulla e che la materia del suo canto sarà costituita solo da ciò che veramente ricorda di questa esperienza.

L'Invocazione ad Apollo

Al verso 13 del canto inizia l’invocazione; qui una musa non può bastare in quanto Dante ha bisogno di poter raggiungere la fonte più importante dell’ispirazione poetica, quindi travalica le nove muse alunne di Apollo per arrivare direttamente ad Apollo in persona, il dio della poesia. Storicamente Apollo veniva rappresentato coronato di alloro, ma in epoca tardo-imperiale egli incominciò ad essere rappresentato dal sole e quindi spesso veniva rappresentato con il disco solare in mano. Ciò consente a Dante di poter invocare Apollo in un’opera che esalta il Dio della cristianità, che è sia la massima autorità per la poesia e anche quel Dio associato al Sole che è principio vitale e che nella religione cristiana è simbolo del divino. Dante chiede ad Apollo di poterlo inspirare, cioè di “respirare da dentro il poeta” (“entra nel petto mio” vero 19); nella cultura classica, infatti, i poeti erano considerati esseri divini poiché quando poetavano Dio li abitava (“Apollo fammi vaso del tuo valore”; cioè fai in modo che io possa contenere tutta la tua ispirazione).

La Polemica di Dante

Al verso 23 del canto inizia una forte polemica che Dante muove ai suoi contemporanei, in quanto troppo poco ai suoi tempi si utilizza l’alloro per celebrare il trionfo di un imperatore, o di un uomo politico, o di un poeta.

L'Equinozio di Primavera

Attraverso una perifrasi astronomica Dante dice in che momento comincia il suo viaggio nel Paradiso: è l’equinozio di Primavera (quando il Sole sorge in quel luogo dove si congiungono tre croci e quattro cerchi, ovvero nella costellazione dell’ariete; i quattro cerchi rappresentano le quattro virtù cardinali, mentre le tre croci rappresentano le tre virtù teologali.

Dante guarda a questo punto Beatrice che è rivolta su un fianco e guarda il Sole come nemmeno un’aquila aveva mai fatto (secondo una concezione medievale l’aquila era l’unico animale che potesse sostenere la vista del Sole).

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Domande da interrogazione

  1. Perché Dante utilizza perifrasi per riferirsi a Dio?
  2. Dante evita di chiamare Dio direttamente per rispetto, utilizzando perifrasi come “colui che tutto move” per esprimere la sua gloria presente nell'Universo in base a etica e moralità (come indicato nel testo).

  3. Qual è l'impegno di sincerità che Dante esprime nei confronti dei lettori?
  4. Dante si impegna a raccontare solo ciò che realmente ricorda della sua esperienza, sottolineando la sua sincerità con l'affermazione “veramente” (verso 10).

  5. Perché Dante invoca Apollo e non le muse?
  6. Dante invoca Apollo, il dio della poesia, per ottenere una fonte di ispirazione più potente, ritenendo che solo Apollo possa fornirgli la forza creativa necessaria per la sua opera (come descritto nel testo).

  7. Qual è la critica di Dante nei confronti dei suoi contemporanei?
  8. Dante critica la scarsa celebrazione dell’alloro, simbolo di trionfo, per imperatori, politici e poeti, evidenziando una mancanza di riconoscimento del merito (verso 23).

  9. Quando inizia il viaggio di Dante nel Paradiso?
  10. Il viaggio di Dante nel Paradiso inizia durante l'equinozio di Primavera, un momento simbolico che rappresenta l'unione di virtù cardinali e teologali, come spiegato nel testo.

Domande e risposte

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