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Il secondo cerchio dell'Inferno


Ci troviamo nel II cerchio dell' Inferno in cui sono puniti i lussuriosi, coloro che "la ragion sottomettono al talento". Qui Dante incontra due personaggi molto importanti,i cognati amanti Paolo e Francesca che gli raccontano la loro triste vicenda.
Il loro rapporto segue le convenzioni cortesi, con la tensione nobilitante ("Amor che al cor gentile ratto s'apprende")
Nel quale la donna è elogiata poiché considerata lo strumento d'elevazione a Dio e la gioia dell’uomo sta nella "contemplazione" della sua bellezza . Da un lato richiama la canzone di Guinizzelli "Al cor gentile ripara sempre amor", nella quale c’è corrispondenza tra il sentimento d'amore e la gentilezza d'animo.
Dall’altro, con la frase "Amor ch'a nullo amato amar perdona" rimanda al trattato fondamentale della dottrina d'amore d'Andrea Cappellano.
Nella porzione di canto in cui viene narrata la vicenda dei due amanti (versi 100.108) infatti, viene impiegato un determinato lessico legato al campo semantico dell’amore cortese come “cor gentil”(luogo in cui nasce il sentimento) v 100 bella persona (qualità richiesta per amare) verso 101 amato (riferito all’amante) v 103. Inoltre questi versi sono caratterizzati dalla ripetizione del termine “amor”. Il sentimento tra i due nasce dalla lettura di un’opera giudicata da dante in maniera negativa poiché celebra un amore che porta alla dannazione eterna. Per descrivere il libro responsabile del misfatto, difatti dante utilizza il termine galeotto, che può avere diversi significati. Può indicare un uomo condannato alla galera od ai lavori forzati, un mezzano in amore o di qualsiasi cosa che lo favorisca (relativo al nome di un personaggio, Galehaut, dei racconti bretoni che favorì l'amore di Ginevra e Lancillotto) o anche un individuo molto furbo che imbroglia e danneggia gli altri.
Perciò Questo amore adultero porta solo che ad una tragica morte non solo fisica ma anche spirituale ("Amor condusse noi ad una morte").
Dopo aver ascoltato il racconto di Francesca, infatti dante per la pietà sviene e cade come “corpo morto cade”. La sua reazione è probabilmente dovuta alla paura poiché lui,come i due cognati, era consapevole di essersi macchiato del peccato della lussuriosa.
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