Ominide 2165 punti

Divina Commedia- Canto V "Paolo e Francesca"

Guidato da Virgilio, Dante entra nel secondo cerchio infernale, in cui sono puniti i lussuriosi. Questi peccatori , che nella vita si lasciarono travolgere dalla passione amorosa, sono condannati, per la legge del contrappasso , a essere trascinati da un vento furioso che non conosce sosta. Tra questi dannati Dante incontra due spiriti gentili, le anime di Paolo e Francesca, gli amanti destinati a vagare nella bufera, uniti per l'eternità.


I' cominciai: «Poeta, volentieri
parlerei a quei due che 'nsieme vanno,
e paion sì al vento esser leggeri».
Ed elli a me: «Vedrai quando saranno
più presso a noi; e tu allor li priega
per quello amor che i mena, ed ei verranno».
Sì tosto come il vento a noi li piega,
mossi la voce: «O anime affannate,
venite a noi parlar, s'altri nol niega!».
Quali colombe dal disio chiamate
con l'ali alzate e ferme al dolce nido
vegnon per l'aere dal voler portate;

cotali uscir de la schiera ov'è Dido,
a noi venendo per l'aere maligno,
sì forte fu l'affettuoso grido.


Scarse sono le notizie storiche sui due personaggi, vissuti al tempo di Dante, Francesca, figlia di Guido da Polenta, signore di Ravenna, andò sposa poco dopo il 1275 a Giaciotto Malatesta, signore di Rimini, uomo rozzo, deforme e zoppo. l oro matrimonio , come accadeva assai speso a quei tempi, fu dettato da ragioni politiche e doveva sancire la pace tra le due famiglie. Francesca si innamora di Paolo, il bel fratello di Giaciotto ma, sorpresa dal marito, viene uccisa con l'amante nel castello di Gradara, vicino a Rimini.

Hai bisogno di aiuto in Inferno?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email