Video appunto: Canto 2 Inferno - Riassunto (5)

Inferno, canto secondo: riassunto



Il canto secondo è ambientato nei pressi della selva, la sera dell’8 aprile del 1300. Mentre tutti gli esseri animati si accingono al riposo, Dante è l’unico che si prepara per il viaggio, ed è per questo che invoca le Muse, quella dell’ingegno e quella della memoria, affinché lo aiutino a ricordare tutto ciò che vedrà durante tale viaggio in modo tale che poi lo possa trascrivere.


Dante si rivolge poi a Virgilio, desideroso di capire perché proprio lui tra tanti è stato scelto per questo viaggio. Dante-personaggio è infatti sbigottito da ciò perché tale privilegio, ovvero quello di visitare l’oltremodo da persona viva, era stato consentito solamente a Enea e a Pietro: per questo, è convinto di non esserne degno.
Dopo aver esposto questo suo dubbio, Dante afferma di non aver la forza di affrontare questo viaggio.

Segue quindi la risposta di Virgilio, che cerca di rassicurare Dante, esponendo il fine provvidenziale che ha tale viaggio: Virgilio dice infatti che tre donne lo hanno incitato a scendere in suo soccorso. La prima di queste tre donne che viene citata è Beatrice, nonostante sia l’ultima della trafila: Beatrice chiede a Virgilio si correre in aiuto a Dante e di guidarlo nel viaggio attraverso inferno e purgatorio, perché poi subentrerà lei in paradiso.

Virgilio risponde affermativamente, ma espone anche la sua stupefacenza riguardo al fatto che Beatrice non provi timore ad essere scesa negli inferi.
La donna dice quindi a Virgilio che lei non teme quel luogo perché è fatta da Dio, è alla sua mercé, e quindi il male non la può toccare.

Nella parte conclusiva del canto viene infine spiegato che Beatrice non è corsa da Virgilio di sua iniziativa, ma su invito di altre due donne: Maria e Lucia, una martire siracusana.

Dopo che Virgilio ha confortato Dante, i due riprendono il viaggio.