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Introduzione Divina Commedia

Commedia = all’inizio presenta elementi aspri e orribili, ma la materia alla fine è gradita.
Divina=che tratta argomenti oltremondani
La stesura dell’Inferno è avvenuta durante l’esilio, probabilmente nel 1307 per poi essere completata durante gli ultimi anni di vita dell’autore (1321).
Tema: viaggio dalla notte dell’8 aprile fino a quella del 14 dello stesso mese del 1300, periodo che coincide con il periodo pasquale. Aveva all’incirca 35 anni. Il motivo del suo viaggio oltremondano proviene da un bisogno di purificazione, di rigenerazione morale e spirituale che s’inserisce in un clima storico e politico di crisi istituzionale.
Struttura: suddivisa in 100 canti, riuniti in tre cantiche. 34 canti per l’Inferno (il primo è di introduzione generale al poema), 33 per Purgatorio e Paradiso.
Cosmo: la terra è ritenuta sferica e si trova al centro dell’universo (visione di Tolomeo). Al di sopra vi sono 9 cerchi concentrici, sede dell’Empireo, nonché delle anime beate. Nei pressi di Gerusalemme si trova l’entrata all’Inferno (immensa voragine a forma d’imbuto che si è formata in seguito alla ribellione a Dio di una parte degli angeli tra cui Lucifero).

Paradiso: -dedicato al suo mecenate, Cangrande della Scala.
-La sede vera e propria dei beati è l' Empireo, un cielo non fisico ma spirituale in quanto è al di là dei cieli naturali (materiali);
-Le anime scendono ad incontrare Dante nei vari cieli per rendere manifesto alla sua percezione umana l'ordinamento morale del Paradiso;
-Ogni anima si presenta nel cielo in base alla sua virtù praticata sulla terra;
-Nei primi tre cieli compaiono anime di minore perfezione. Le anime però sono soddisfatte e non desiderano altra posizione; la gratitudine non può avere gradazioni;
-I beati conservano un aspetto umano solo nel I Cielo, dove appaiono a Dante quali figure evanescenti e simili a immagini riflesse nell'acqua, mentre già nel II Cielo essi sono sagome completamente avvolte dalla luce e indistinguibili dall'occhio; più avanti gli spiriti si presenteranno come pura luce, il cui maggiore splendore significherà la gioia di poter parlare con il viaggiatore;
Beatrice non è più donna che attrae e che conquista, ma è donna-angelo, madre che guida e consiglia. È inoltre simbolo della teologia, della fede, poiché la ragione non basta più per arrivare fino a Dio
Atteggiamento di Dante davanti alle anime:
-Inferno: superiorità;
-Purgatorio: compassione;
-Paradiso: inferiorità;
Confronti
III canto (paradiso) = V canto (Inferno e Purgatorio).
Nelle donne vi è la presenza di donne (Inferno: Francesca, amore adultero; Purgatorio: Pia de Tolomei, uccisa dal marito per gelosia).

VI canto (paradiso) = VI canto (inferno e purgatorio); è un canto politico (Inferno: incontro con Ciacco e decadenza e crisi di Firenze a causa delle divisioni interne; Purgatorio: l’Italia non è guidata da nessuno e abbondanza di guerre interne, e con ironia Dante affronta il tema della superficialità delle leggi fiorentine “emanate a metà ottobre ma che non arrivano neanche a Novembre”)
XV-XVI-XVII canto (paradiso) = VI canto (inferno e purgatorio) tema: Firenze
XVII canto = canto dell’esilio

Complementarietà dei due ordini religiosi (Francescani e Domenicani) = XI e XII canto. I due canti hanno inoltre una struttura a chiasmo: nel XI viene elogiato S. Francesco e criticati i Domenicani. Nel XII canto invece avviene il contrario: vengono elogiati i Domenicani e criticati (sempre alla fine del canto) i Francescani.
Firenze: grande metropoli commerciale e bancarie del tempo; il fiorino d’oro, simbolo della Firenze cristiana(stessa importanza del dollaro/euro); banche e prestiti; lusso e grande potenza. Situazione politica: dopo la sconfitta di Manfredi di Svevia a Benevento nel 1266 da parte di Carlo d’Angiò, i Ghibellini (che sostenevano la supremazia dello Stato e la Chiesa non doveva intromettersi nel potere politico/statale) sono ormai in disarmo, per lasciare spazio ai Guelfi (soltanto il pontefice, perché mandato direttamente da Dio, poteva governare), anche loro però divisi tra Guelfi Neri (sostenevano soltanto il Papa) e Bianchi (convivenza pacifica tra imperatore e pontefice). È in questo clima di lotta interna, che Dante (guelfo bianco) viene mandato in esilio da papa Bonifacio VIII (contro i guelfi bianchi).
Nel poema si nota come Dante, anche dopo essere esiliato, nutrirà sempre un grande amore e attaccamento alla sua terra di origine. Essa rimane, durante tutto il racconto, un modello sia in negativo sia in positivo. L’aspetto di Firenze che più preoccupa Dante è la divisione interna che ne mina la stabilità e procura odi e ritorsioni crudeli.

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