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La concezione della storia e della cultura nella Commedia: il sincretismo


Una concezione provvidenzialistica della storia

La concezione dantesca della storia è assai diversa da quella moderna: la storia è considerata in fatti da Dante in termini provvidenziali, come il realizzarsi di un disegno divino al centro del qua le sono collocate l'Incarnazione di Cristo e la Rivelazione. Questa prospettiva fa sì che tutti i fatti storici, anche quelli in realtà precedenti o estranei alla civiltà cristiana, vengano interpretati alla luce della concezione cristiana e inseriti all'interno di essa.

Il sincretismo di Dante

E questo un carattere tipico della civiltà medievale, che anche per tale ragione assorbì e rielaborò largamente i frutti della civiltà classica precristiana; e a tale carattere si ricollega il peculiare sincretismo della cultura di Dante, il quale concepì la classicità come una vera e propria prefigurazione del Cristianesimo, guardando di conseguenza alla storia e alla cultura precristiane in termini figurali e allegorici.

La riutilizzazione cristiana della figura storica di Virgilio

Nella Commedia il caso più evidente e singolare di tale sincretismo è quello di Virgilio. Questi si colloca prima della civiltà cristiana, alla quale è sostanzialmente estraneo; ma la sua opera venne letta nel corso del Medioevo in una prospettiva cristiana, così che l'annuncio dato da Virgilio nelle Bucoliche a proposito della imminente nascita di un fanciullo prodigioso venne interpretato come profezia della prossima venuta di Cristo. Per questa e per altre ragioni Virgilio veniva ritenuto nel Medioevo un profeta e addirittura un mago. Dante assume e rielabora questa concezione scegliendo Virgilio come guida. Inoltre egli interpreta l'Eneide virgiliana come un'opera profetica anche sul piano storico-politico: infatti l'Eneide narra l'origine di Roma e quindi dell'Impero, annunciandone il destino glorioso voluto dal cielo. Anche per questa ragione l'Eneide si affianca alla Bibbia tra i modelli letterari principali dell'ispirazione dantesca.

Il modello dell''Eneide

L'Eneide, inoltre, è assunta come modello per quel che riguarda l'idea stessa del viaggio nell'aldilà; infatti nel libro VI del poema virgiliano il protagonista Enea scende agli Inferi per udire dall'ombra del padre il destino glorioso della città che egli si appresta a fondare. Ebbene, ancora attraverso un'operazione fortemente sincretistica, Dante affianca tale precedente (assunto come storicamente reale) a quello della salita al cielo, da vivo, di san Paolo; né questo secondo modello, religioso e cristiano, gli appare più pertinente del primo: entrambi sono stati voluti da Dio e hanno la stessa importanza nella prospettiva provvidenziale del suo progetto.
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